Antenne, regolamento sotto accusa. Latina Bene Comune: “Un passo indietro sulla tutela dei cittadini”
Il nuovo regolamento comunale sulle infrastrutture di telefonia mobile è approdato oggi in aula consiliare dopo una revisione che ha profondamente modificato il testo condiviso e approvato in commissione Ambiente lo scorso agosto.
“Dopo due anni di lavoro tecnico e politico e numerose contraddizioni fra i commissari di maggioranza – dichiarano i consiglieri comunali di Lbc Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton e la segretaria Elettra Ortu La Barbera– ci troviamo davanti a un regolamento svuotato nei suoi punti più qualificanti. Quindici pagine sono state eliminate con un intervento dell’ultima fase, senza un confronto trasparente, producendo un testo più debole e meno efficace nella tutela dei cittadini”.
Secondo il gruppo consiliare e la segretaria di Latina Bene Comune le criticità principali riguardano quattro aspetti fondamentali:
· Nessun obbligo per gli impianti esistenti: il regolamento non impone l’adeguamento o la delocalizzazione delle antenne già installate, anche se collocate in aree sensibili. È previsto solo l’obbligo di presentare un piano, senza termini vincolanti né sanzioni.
· Trasparenza insufficiente: viene richiamato in modo generico l’obbligo di etichettatura informativa delle antenne, ma senza indicare tempi certi, modalità di controllo o sanzioni, rendendo di fatto inefficace il diritto dei cittadini a essere informati.
· Assenza di limiti alla concentrazione: il testo incentiva la condivisione degli impianti tra operatori, ma non introduce alcun limite al numero di antenne installabili nello stesso sito né prevede valutazioni cumulative dell’esposizione.
· Deroga per impianti sotto i 5 Watt: resta una soglia che consente l’installazione di antenne anche in aree sensibili, aprendo di fatto alla diffusione di small cell 5G vicino a scuole, asili e strutture sanitarie.
“Queste scelte – proseguono – producono effetti concreti: impianti non adeguabili, cittadini non informati, territori esposti a concentrazioni crescenti e nuove installazioni anche in prossimità di luoghi sensibili”. Il giudizio politico è netto: “Non si tratta di limiti tecnici, ma di una precisa scelta dell’amministrazione Celentano di abbassare il livello di regolazione, rendendo il testo più generico e meno vincolante. Non possiamo avallare un regolamento che rappresenta un passo indietro rispetto al lavoro già fatto. Restiamo però disponibili a riaprire il confronto per reintrodurre le norme eliminate e garantire una tutela reale della salute pubblica e del territorio. Latina può fare di meglio – conclude Lbc – e lo aveva già dimostrato. Oggi invece si è scelto di ridimensionare quelle tutele offerte ai cittadini”.
