Rapine e furti con strappo tra Latina Scalo e Cisterna di Latina: i due giovani egiziani impugnano l’ordinanza
L’avvocato difensore Edoardo Paoletti ricorre al Riesame di Roma, impugnando l’ordinanza di carcerazione per il 18enne Saif Ghabbour Mohamed Kamary e il 19enne Mohamed Abdalla Atef Abotaka accusati di furti e le rapine tra Latina Scalo e Cisterna. La difesa, infatti, chiede la revoca o la sostituzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi.
Dopo l’arresto eseguito a metà ottobre, il 18enne Saif Ghabbour Mohamed Kamary, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida, si era avvalso della facoltà di non rispondere sia sui fatti relativi all’auto rubata a Cisterna, che sui furti e le rapine contestate. Il 19enne Mohamed Abdalla Atef Abotaka, invece, aveva spiegato di essere estraneo ai fatti e che il giorno dell’arresto si trovava in macchina coi suoi amici solo per fare un giro, non sapendo della provenienza illecita del veicolo.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, aveva convalidato gli arresti e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi i giovani egiziani, nonostante la richiesta dei difensori per una misura meno afflittiva, quale obbligo di firma e obbligo di dimora a Cisterna di Latina.
Era stata la Polizia di Stato a procedere al fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due giovanissimi cittadini di nazionalità egiziana, ritenuti gravemente indiziati di essere gli autori di alcuni episodi di rapina e furto con strappo verificatisi nelle scorse settimane tra Latina Scalo e Cisterna di Latina.
Il provvedimento era il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Latina, guidata dal dirigente Giuseppe Lodeserto e sotto il coordinamento e la direzione del Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso, con la collaborazione degli investigatori del Commissariato di Polizia di Cisterna di Latina.
Le indagini, avviate a seguito di diversi episodi predatori verificatisi sul territorio provinciale tra Latina, Latina Scalo e Cisterna di Latina, avevano consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico dei due giovani, attraverso l’analisi delle denunce presentate dalle vittime, l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le successive attività di riconoscimento.
La svolta nelle indagini era arrivata quando, nella giornata del 16 ottobre, gli agenti del Commissariato di Cisterna, impegnati nei servizi di controllo del territorio, avevano intercettato un’autovettura con a bordo quattro soggetti, tutti già noti agli operanti, risultata successivamente provento di una rapina commessa nel territorio di Salerno. Proprio un veicolo simile – il Nissan Qashqai – era stato ritrovato qualche sera fa in seguito alla mega rissa scoppiata in strada su Viale Le Corbusier. All’interno dell’auto era stato trovato il documento d’identità del 18enne Saif Ghabbour Mohamed Kamary. Ciò fa risaltare il fatto che i due egiziani fanno parte di uno dei due gruppi che, nella serata del 12 ottobre, si sono scontrati.
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Ad ogni modo, tornando all’arresto dei due giovani egiziani, alla vista degli operatori, il conducente aveva tentato di sottrarsi al controllo, dando origine a un pericoloso inseguimento, terminato con un incidente che ha coinvolto anche un’autovettura di servizio. I quattro occupanti avevano quindi tentato di guadagnare la fuga a piedi, ma due di loro erano stati raggiunti e bloccati dagli agenti, nonostante la resistenza opposta.
I due fermati erano stati riconosciuti dagli investigatori come i soggetti già al centro delle indagini condotte dalla Squadra Mobile per i precedenti episodi di rapina e furto con strappo.
Pertanto, dopo aver proceduto al loro arresto in flagranza per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e ricettazione, gli investigatori della Squadra Mobile, con la collaborazione del personale del Commissariato di Cisterna, avevano proceduto anche al fermo di indiziato di delitto in relazione agli episodi predatori oggetto delle pregresse attività investigative.
Al termine delle formalità di rito, i due giovani erano stati associati alla Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
