RAPINATI E PICCHIATI CON UN VETRO ROTTO NEL KEBAB DEL NICOLOSI: GIOVANE CONDANNATO A 4 ANNI E MEZZO

Via Corridoni, quartiere Nicolosi
Via Corridoni, quartiere Nicolosi

Accusato di tentata rapina presso il Kevin Kebab del Nicolosi di Latina: si è concluso il processo in primo grado per un giovane tunisino

Una dura condanna da 4 anni e 6 mesi, un anno in più rispetto ai 3 anni e 6 mesi chiesti dal pubblico ministero Antonio Sgarrella, è stata quella inflitta dal secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Nadile-Villani-Romano, a un giovane tunisino di 22 anni, difeso dall’avvocato Nicolò Giglio.

L’accusa a carico del giovane, in carcere dal 2024, è quella di tentata rapina presso il noto “Kevin Kebab”, ubicato nel quartiere Nicolosi, in Via Corridoni. La tentata rapina, secondo l’accusa, è avvenuta nella notte della Befana, tra il 5 e il 6 gennaio, dove ebbe luogo l’ennesima violenta aggressione presso il quartiere popolare di Latina.

Un uomo di 33 anni, insieme ad altre persone, aveva infatti aggredito due giovani pachistani che alla fine avevano avuto la peggio. Per loro era stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale civile “Santa Maria Goretti” di Latina, dove erano stati messi a referto diversi traumi e ferite da taglio: dal viso alle braccia.

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della Questura di Latina intervenuta sul posto, il 33enne tunisino, arrestato per tentata rapina e lesioni, si era reso protagonista della violenta aggressione insieme ad un branco di persone. Tutto si sarebbe svolto all’interno del noto fast food dove vengono venduti i kebab in via Corridoni, proprio nel cuore del Nicolosi. Il tunisino avrebbe prima cercato di derubare i pachistani del marsupio portato da uno di loro a tracolla, per poi aggredirli a pugni e utilizzando una bottiglia di vetro rotta. Uno dei due giovani pachistani era stato steso a terra, tanto da perdere anche coscienza di sé.

Una volta intervenuti sul posto, i poliziotti avevano identificato il 33enne, per poi individuare, grazie alle indagini, il 22enne tunisino, facente parte del branco. Il 33enne, difeso dall’avvocato Alessandro Farau, è stato già giudicato col rito abbreviato e condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina alla pena di 5 anni. Dopo l’arresto, invece, il 33enne aveva negato ogni accusa, per di più sostenendo di aver provato a fare da paciere tra i pachistani e gli aggressori.

Oggi, 4 aprile, invece, è arrivata, col rito ordinario, la condanna per il 22enne connazionale. Il Tribunale ha stabilito anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e il risarcimento civile per i due pachistani, assistiti dal loro legale e costituitisi in giudizio.

Nel corso della sua arringa difensiva, l’avvocato Giglio ha fatto presente che il 22enne non era stato riconosciuto come colui che avrebbe strappato il borsello a uno dei pachistani. Il legale ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. In subordine, la riqualificazione del reato in rissa. Il Tribunale ha valutato diversamente e condannato il giovane che, presente in aula nella camera di sicurezza, ha detto, tramite interprete, di volersi appellare alla sentenza. Confermata dai giudici la misura del carcere.

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