Una vicenda di ulteriori tentati abusi sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni adescata da un uomo originario di Cagliari
Una storia tremenda inserita nella cornice da brividi di una violenza sessuale consumata ai danni di una ragazzina residente nel pontino, precisamente in una città vicina al capoluogo di provincia. Le circostanze, non tutte, erano emerse lo scorso giugno quando, nell’ambito delle attività realizzate dalla Polizia di Stato a tutela dei minori, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Cagliari aveva concluso una attività d’indagine di contrasto alla pornografia minorile che aveva portato all’arresto di un 38enne residente nella provincia di Cagliari per i reati di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico.
L’attività di indagine era stata avviata dal COSC di Cagliari a seguito di una circostanziata segnalazione relativa ad una presunta frequentazione di un uomo, poi identificato in un trentottenne sardo, con la minorenne di 13 anni.
La Procura della Repubblica di Cagliari, sulla scorta degli elementi emersi, aveva emesso nei confronti dell’indagato un decreto di perquisizione domiciliare e informatica, che aveva consentito di rinvenire le chat scambiate con la tredicenne della provincia di Latina, nonché immagini e video dal contenuto sessualmente esplicito.
L’analisi tempestiva e dettagliata dei contenuti multimediali emersi sui dispositivi in uso all’indagato, effettuata dagli specialisti della Polizia Postale, aveva permesso di acquisire diverse conversazioni tra l’indagato e la vittima e di ricostruire il loro rapporto, inizialmente instaurato con interazioni online nel 2024, con scambio di messaggi, immagini, videochiamate e proseguito con incontri frequenti protratti fino al mese di maggio scorso.
Sulla base di ulteriori riscontri investigativi effettuati dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Latina, anche in ordine alle violenze sessuali subite dalla minore, il pubblico ministero, titolare dell’indagine, aveva chiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per il 38enne.
La Polizia Postale di Latina, infatti, aveva monitorato anche alcuni viaggi in provincia di Latina che il 38enne aveva fatto per incontrare la tredicenne. Un rapporto che andava avanti almeno da un anno, cioè da quando la vittima aveva appena dodici anni. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe avuto rapporti sessuali con la minorenne: comportamenti che per la legge sono vere e proprie violenze sessuali.
L’uomo arrivava dalla Sardegna in aereo e poi incontrava la minore all’interno del plesso scolastico, a lezioni finite. È accaduto tre volte. Tutto sarebbe nato dalle chat che altre due compagne di classe avevano con il 38enne. Gli abusi sessuali si consumavano dentro la scuola.
Tuttavia, le indagini della Polizia Postale di Latina hanno rivelato ben altro e a finire indagato, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, è il padre della ragazzina. L’accusa è quella di aver tentato di abusare sessualmente della figlia minorenne. Sono i messaggi rinvenuti in uno dei dispositivi elettronici sequestrati a rivelare che il padre avrebbe provato a fare avances sessuali alla figlia. Infatti, è stata la Polizia Postale di Latina che, dopo aver sequestrato il cellulare, ha trovato messaggi ambigui e compromettenti. Per tale ragione, l’uomo, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, è stato raggiuto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla figlia.
L’uomo, che ha 43 anni, comparso oggi, 15 ottobre, dinanzi al magistrato per svolgere l’interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
