QUASI 2 CHILI DI DROGA, L’EX PORTAVOCE DI FRATELLI D’ITALIA: “HO COMPRATO L’HASHISH SU TELEGRAM”

Trovato in casa con quasi due chili di hashish, rinviata l’udienza preliminare per l’uomo arrestato dalla Squadra Mobile di Latina

Sarà processato il prossimo 23 aprile col giudizio abbreviato, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, il 37enne Luca Pacini, assistito dall’avvocato Giancarlo Vitelli. Il rito abbreviato si sarebbe dovuto celebrare in data odierna ma è stato rinviato tra due mesi.

L’uomo, come noto, nell’autunno del 2023, è stato trovato in possesso di quasi due chili di hashish all’interno di una abitazione in suo uso nei pressi della zona del Piccarello. Davanti all’allora giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese, dopo l’arresto, l’uomo aveva spiegato di aver comprato la droga per suo uso personale, sostenendo di averne acquistato quella quantità rilevante considerato un prezzo favorevole per l’occasione. Il 37enne aveva negato di essere un pusher, avendo il suo lavoro di imprenditore con società che vedono impiegati circa una ventina di dipendenti, spiegando al giudice di utilizzarla a fini personali e al massimo con amici.

A sinistra Luca Pacini, l’attuale premier Giorgia Meloni e l’allora candidato sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. La foto risale al 2021 prima delle elezioni comunali a Latina

Alla fine, il Gip Molfese, considerando l’incensuratezza e l’assenza di capacità delinquenziale, aveva sostituito i domiciliari con la misura dell’obbligo di firma per tre giorni a settimana.

Definito in passato, in una delle veline inviate per elezioni amministrative di Latina nel 2021, come imprenditore con la passione per la politica, il 37enne è finito nei guai per l’hashish che custodiva presso una casa in affitto a Latina.

I poliziotti della Squadra Mobile lo avevano seguito nei suoi movimenti e sorpreso mentre entrava in un appartamento in città, a Latina, dove teneva la droga: circa due chili di droga che Pacini, originario di Sabaudia, aveva nascosto in una casa diversa dalla sua abitazione.

L’operazione della Polizia era avvenuta il 28 settembre 2023, quando l’uomo, in seguito al pedinamento e al ritrovamento, era stato posto in stato di fermo e successivamente, in accordo col Pm di turno della Procura di Latina, il sostituto Giuseppe Bontempo, posto agli arresti domiciliari.

Un vero e proprio custode della droga, secondo gli investigatori. Una circostanza negata da Pacini il quale oggi, 5 febbraio, si è sottoposto all’interrogatorio davanti al Gip Morselli. Pacini ha spiegato la sua versione: il cellulare da cui avrebbe ordinato la droga tramite un apposito canale “criptato” Telegram sarebbe stato acquistato da un suo collaboratore. Pacini ha detto che il canale Telegram se lo sarebbe ritrovato sul cellulare, poi procedere all’acquisto della droga contattando il pusher presente in uno di questi canali adibiti allo spaccio di droga. Un vero e proprio delivery dello spaccio, secondo il racconto di Pacini, il quale ha ribadito di essere stato in quel frangente un assuntore, sebbene al momento dell’acquisto non sarebbe stato molto pratico, non fumando hashish da tanti anni.

Il 37enne è veramente un insospettabile. Imprenditore nel ramo dei servizi, ha avuto in passato il ruolo di portavoce/coordinatore per il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, al Comune di Sabaudia. In seguito, nel 2021, nell’elezione che ha visto il centrodestra unito in appoggio al candidato sindaco Vincenzo Zaccheo, il 37enne è stato candidato come consigliere comunale, ottenendo un buon risultato con 333 voti che, comunque, non gi sono valsi l’elezione nell’assise di Piazza del Popolo.

Pacini, prima dell’arresto, aveva rotto col partito, tanto che non figurava nelle liste delle elezioni che, nel 2023, hanno visto il successo di Matilde Celentano come Sindaco.

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