QUALITÀ DELLA VITA: LATINA AL 77ESIMO POSTO, GUADAGNA 10 POSIZIONI

Qualità della vita de Il Sole 24 ore: nella classifica annuale vince per la prima volta Bergamo. Latina guadagna dieci posti

Bergamo per la prima volta vince l’indagine del Sole 24 Ore che fotografa il benessere nei territori. Nella top 10 trionfa il Nord-Est mentre le grandi città, al netto di Bologna (9ª), scendono di diverse posizioni: Milano è 12ª, Firenze 36ª e Roma al 59° posto. Il Sud rimane fanalino di coda, con Reggio Calabria in maglia nera, ma ci sono segnali positivi.

Le province autonome sono pluri-iridate, ma se Trento sale di un gradino rispetto all’anno scorso, Bolzano fa un salto di dieci posizioni verso l’alto: l’anno scorso, infatti, era tredicesima. La spinta arriva sicuramente dalla leadership in «Demografia, salute e società», ma anche dalle eccellenze nei depositi bancari, dal ridotto numero di famiglie con Isee basso, dal tasso di occupazione.

Le province medie del Nord-Est nella top 10

La top 10 vede una predominanza delle province del Nord Est, con Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto tra le Regioni più presenti: Monza e Brianza (4ª) tallona il podio, seguita dall’altra lombarda, Cremona (5ª). Segue Udine, vincitrice dell’edizione 2023 e che, nel complesso, ha registrato performance positive anche quest’anno.

Tra le prime dieci spiccano anche Verona e Vicenza, attigue a livello geografico e anche in classifica, rispettivamente al 7° e all’8° posto. Proprio Verona, insieme alla già citata Cremona e ad Ascoli Piceno – 10ª, nonché vincitrice per la prima volta, della classifica di tappa dedicata a «Giustizia e sicurezza» – rappresenta la new entry di una top 10 che spicca soprattutto per l’assenza delle grandi aree metropolitane che negli ultimi anni hanno sempre avuto il ruolo di teste di serie nell’indagine del Sole 24 Ore.

L’unica presente, quest’anno, è Bologna: con all’attivo cinque medaglie d’oro in 35 edizioni, la città metropolitana emiliana si ferma al 9° posto, in calo di sette posizioni rispetto al 2023, quando si era attestata al secondo posto.

Il Sud fanalino di coda, ma cresce il Pil pro capite

A rimanere immutata rispetto agli anni passati è la marcata concentrazione delle province del Mezzogiorno nella parte bassa della classifica: la maglia nera, quest’anno, è Reggio Calabria, ultima tra le ultime.

Dalla posizione 83 del ranking in poi, infatti, è una sfilata di territori del Sud: città metropolitane come Catania (83ª), Messina (91ª), Palermo (100ª) e Napoli (106ª), ma anche realtà decisamente meno urbanizzate come il Sud Sardegna (93ª), le province di Enna (97ª) e Cosenza (102ª). Tra i peggiori piazzamenti dei territori del Nord, invece, si segnalano due province liguri: Imperia (79°), preceduta da Savona (69ª).

Se dalla fotografia il Mezzogiorno sembra un malato cronico, alcuni dati evidenziano però un cambio di marcia: il trend del Pil pro capite che premia Palermo, Caltanissetta e Nuoro; il valore tendenziale delle presenze turistiche, con Isernia, Frosinone ed Enna a registrare i valori più elevati.

L’aumento dell’attrattività sul piano economico, si accompagna a una maggiore accessibilità sul fronte dell’affitto o acquisto di immobili e a una minore inflazione, creando condizioni potenzialmente favorevoli per il futuro.

LATINA

Latina si piazza al 77esimo posto, migliorando di dieci posizioni la sua classifica generale. Spicca un 26esimo posto per “affari e lavoro”. Male la vivibilità per i bambini, giovani e anziani, rispettivamente 93esima, 91esima e 88esima posizione. Leggi qui tutti gli indicatori su Latina. Il capoluogo di provincia è 39esimo per concentrazione media in ug/mc – media dei valori medi annui per quanto riguarda le polveri Pm10.

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