Il consigliere comunale di Noi Moderati, Nicola Catani promuove il Presidente della Provincia, Gerardo Stefanelli.
“Le lancette corrono veloci e ormai manca meno di un mese alla data del 15 marzo, giorno prestabilito per l’elezione del nuovo Presidente della Provincia di Latina.
Quel che posso dire a titolo personale è che ho molto apprezzato l’alto senso istituzionale che il Presidente uscente, Gerardo Stefanelli, ha saputo imprimere al suo mandato e ho piacere a fare un plauso speciale per il progetto “Appia Regina Viarum” che ha messo a sistema i 13 comuni della nostra provincia che incidono su essa per recuperare insieme l’iniziale esclusione del tratto pontino dell’Appia dal riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’Unesco.
A risultato ottenuto si è poi guardato oltre, lanciando e promuovendo il brand “Appia Regina Viarum – Provincia di Latina” con l’obiettivo di valorizzare il nostro tratto di Via Appia dal punto turistico e di identità territoriale, come occasione concreta di sviluppo economico e culturale per i comuni pontini.
L’ente provinciale, purtroppo, dall’approvazione della disgraziata legge Delrio (Legge 7 Aprile 2014, n° 56), è stato derubricato ad ente di area vasta, introducendo tra l’altro l’elezione di secondo livello (elezione indiretta), che prevede che siano i soli Sindaci e Consiglieri comunali in carica – e non i cittadini – a poter eleggere Presidente e Consiglio provinciale.
Questa legge scellerata non solo ha allontanato la provincia come ente dai cittadini, ma ha introdotto, caso unico nel novero degli enti italiani, le elezioni di metà mandato per il rinnovo del solo Consiglio e la possibilità – come quello che accadrà da noi con le elezioni del prossimo marzo – di rinnovo a fine mandato di Presidente e Consiglio in 2 momenti distinti, una totale follia.
Trovo particolarmente corretta la definizione per il Presidente della Provincia di Sindaco dei sindaci, così come si è definito lo stesso Stefanelli, anche in virtù del fatto che solo un Sindaco può concorrere alla carica di Presidente.
Le Provincie, sempre per via della legge Delrio, sono state svuotate in maniera mortificante delle loro risorse economiche e delle proprie competenze, svilendo di fatto il ruolo dell’ente provinciale che invece, a mio giudizio, sarebbe da recuperare e accentuare a scapito di quello delle Regioni che, al netto dell’affetto campanilistico dei cittadini, sarebbero potute essere soppresse anziché portarle all’ingrasso come si è scelto di fare nel corso degli anni.
Dobbiamo, però, essere pragmatici e fare i conti con la realtà che viviamo: Regioni grasse, Province svilite e Comuni mediamente impoveriti.
Una suggestione che mi piace richiamare e che reputo vada rimessa al centro di un dibattito politico importante è quella di cui fu promotore e alfiere un altro grande ex Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, di mettere a sistema le 4 province laziali (Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo), per chiedere con forza una Regione Lazio 2.0 che veda Roma Capitale e Città metropolitana fuori dal perimetro della Regione, sul modello della capitale degli Stati Uniti d’America, Washington DC.
Affrancare le 4 province da Roma rappresenterebbe una vera rivoluzione copernicana per i nostri territori, con netto guadagno per questi di una maggior autonomia politica e maggiori risorse a disposizione.
Questa battaglia dovrebbe coerentemente e con convinzione essere fatta da tutta la politica insieme, indossando come unica maglietta, quella dei nostri territori”.
