Prova a corrompere un Carabiniere con cinquanta euro: la donna non si trova e viene prosciolta dal giudice
Non doversi procedere perché l’imputata non conosce il processo a suo carico. È stato questo l’esito dell’udienza preliminare, davanti al Gup Paolo Romano, per una donna accusata di aver provato a corrompere un Carabinieri in servizio.
Un caso simile a quello per cui, nel 2022, una sua collega era stata rinviata a giudizio presso il Tribunale di Latina. Si tratta di una prostituta di nazionalità cinese che per evitare la segnalazione della sua attività di meretricio, svolta in un appartamento ad Aprilia, aveva provato a corrompere un appuntato dei Carabinieri.
I fatti sono risalenti al maggio 2020 quando la donna si vide piombare nell’alcova i Carabinieri dediti a un controllo del territorio. Evidentemente, in quell’appartamento, la donna, 48 anni all’epoca dei fatti, si prostituiva. Ecco perché l’appuntato dei Carabinieri aveva segnalato tale attività. Prima di farlo, però, la donna gli aveva offerto 50 euro per chiudere un occhio. Un gesto che non aveva raggiunto l’obiettivo da lei perseguito tanto che la donna si è ritrovata sul groppone un procedimento penale per istigazione alla corruzione di un militare, firmato dal pubblico ministero Valerio De Luca.
A dicembre 2024, il giudice per l’udienza preliminare, Barbara Cortegiano, chiamata a decidere sul rinvio a giudizio o meno della prostituta, aveva rinviato il processo perché nessuno riusciva a trovare l’imputata.
Oggi, a distanza di poco più di un anno, la donna è risultata non individuata, motivo per cui il giudice Romano l’ha prosciolta.
