PROCACCINI ARCHIVIATO, IL COMITATO PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA GENERALE

L'ex Sindaco di Terracina e attuale europarlamentare Nicola Procaccini (Fratelli d'Italia)
L'ex Sindaco di Terracina e attuale europarlamentare Nicola Procaccini (Fratelli d'Italia)

Dichiarazioni dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini. Il Comitato “Argine” presenta un esposto in Questura

“Si renderebbe necessario, per una trasparenza dovuta alla cittadinanza e alle istituzioni, che venisse aperta un’inchiesta approfondita in merito alle dichiarazioni rese dall’onorevole Nicola Procaccini. Risulterebbe fondamentale analizzare minuziosamente la natura del video diffuso l’8 marzo, che potrebbe apparire potenzialmente diffamatorio nei confronti di un magistrato inquirente.

Apparirebbe singolare e meritevole di approfondimento la tempistica di tale pubblicazione: sembrerebbe infatti che il video sia emerso proprio a ridosso della richiesta formale inoltrata dal Comitato Argine alla Procura Generale il 18 febbraio, volta a sollecitare l’avvio di un’inchiesta e a comprendere i motivi della paralisi processuale. Questo tempismo parrebbe suggerire una possibile reazione a catena che meriterebbe di essere chiarita nelle sedi competenti.

Apparirebbe doveroso accertare se sia in corso un presunto tentativo di condizionamento reciproco: bisognerebbe verificare se il potere politico possa aver sollecitato un trattamento di favore dal PM — magari un’ipotetica archiviazione strategica — offrendo in cambio una possibile sponda per future “nomination” presso il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). In questo scenario, il sospetto che la politica possa talvolta manovrare figure giudiziarie o utilizzare l’isolamento per allontanare chi non si piega si farebbe, presumibilmente, sempre più concreto.

A nome del Comitato Argine, si ricorda che la richiesta del 18 febbraio segue una precedente richiesta di avocazione presentata l’anno scorso; un atto sottoscritto da circa 80 firme tra sindacati, associazioni e dalla sottoscritta. Tale azione sarebbe stata intrapresa con la chiara volontà di smuovere le acque istituzionali.

Riterremmo civilmente doveroso che il PM coinvolto e le associazioni che non accettano questa presunta deriva istituzionale valutino una formale richiesta di risarcimento. Non si potrebbe restare inerti di fronte a quella che apparirebbe come una caduta di stile della politica e a un presunto tentativo di macchiare la magistratura per scopi referendari.

Riterremmo d’obbligo un’ispezione immediata presso i tribunali coinvolti, evitando che tali provvedimenti restino limitati a casi mediatici. Ci troveremmo, presumibilmente, in un momento di fragilità istituzionale in cui si colpirebbero magistrati impossibilitati a difendersi, mentre si costruirebbero, parrebbe, narrazioni di comodo. Risulterebbe quindi opportuno che la Procura Generale intervenisse per stabilire la certezza del diritto, valutando l’ipotesi di richiesta di revoca delle immunità parlamentari alla Procura di Roma per evitare che il caso rimanga in un limbo.

Il Comitato Argine comunica di aver già provveduto a depositare regolare esposto e di aver segnalato formalmente al Quirinale quanto sta avvenendo. Si ritiene che mai si sia toccato il fondo in questo modo, rendendo indispensabile un intervento del Presidente della Repubblica a tutela della tenuta democratica”.

Così, in una nota, il Comitato “Argine”.

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