I consiglieri comunali d’opposizione Germana Silvi ed Evaristo Silvi intervengono per un pozzo aperto “senza regole”
“Questa estate, con le altissime temperature che si sono registrate, è emersa la denuncia che qualcuno stava utilizzando l’acqua del pozzo-abbeveratoio realizzato a ridosso dell’area boschiva, con l’indignazione di tutti coloro che erano stati esclusi da questo “benefit”.
Così, qualche giorno fa, il sindaco De Lillis, su Facebook ha annunciato che “per utilizzare l’acqua è sufficiente recarsi al Comune e chiederne l’autorizzazione”.
Ormai non ci si stupisce più che il sindaco dia disposizioni diffondendo comunicazioni via social, senza rispettare le vie istituzionali!
Ma chi avrebbe diritto di utilizzare l’acqua di questo pozzo? Quali sarebbero le procedure per richiederlo? I fruitori sono tenuti a pagare la fornitura? E come? Chi misurerebbe i consumi, quale sarebbe la tariffa?
Tutte domande “superflue” secondo il sindaco e l’assessore all’agricoltura.
E perché dovrebbero esserci cittadini che gratuitamente beneficiano di un servizio e di un bene pubblico, mentre altri cittadini debbono pagarlo?
Con questa logica, anche gli allevatori che pagano profumatamente la concessione in fida pascolo dei terreni montani collettivi potrebbero pretendere di essere esonerati dal pagamento!
Queste le domande che abbiamo inoltrato agli Uffici comunali, al sindaco e agli assessori.
Ma le questioni poco chiare in merito al pozzo-abbeveratoio sono molte e iniziano fin dalla sua prima progettazione che prevedeva, intenzionalmente, la sua realizzazione all’interno del bosco, area vincolata, dimostrando l’assoluto dispregio di questa amministrazione e dell’assessore all’ambiente, Luca Zampi, per le norme di tutela ambientale del bosco.
Fortunatamente la Regione Lazio, allertata sulla situazione, ha fatto si che il pozzo-abbeveratoio venisse realizzato nell’attuale area non vincolata, salvando quindi il bosco.
Ora, i problemi aperti sono quelli della gestione.
Innanzitutto, non si sa se sia stata presentata l’istanza alla provincia di Latina per l’autorizzazione alla captazione delle acque per uso zootecnico-agricolo.
La stessa Provincia di Latina, al momento del rilascio dell’autorizzazione alla perforazione, aveva ricordato che l’acqua pubblica si può prelevare solo dopo la concessione di captazione e secondo precisi volumi anch’essi regolati per legge.
Non solo, se dalle analisi risultasse che l’acqua avesse qualità tali da essere destinabile ad uso umano, dovrebbe essere utilizzata a questo scopo, vista la sempre più evidente penuria di acqua potabile.
In più, qualora esistesse la concessione all’uso dell’acqua per l’abbeveramento degli animali, restano aperte tutte le questioni legate alla gestione di questo pozzo-abbeveratoio, che avrebbero dovuto essere affrontate prima della sua realizzazione.
Invece, siamo difronte ad una situazione dove pochi (allevatori?) beneficiano dell’acqua senza regole, ed a spese della collettività, fosse solo per i costi dell’energia elettrica necessaria ad estrarre l’acqua dalla profondità di 600 mt!
Il sostegno alle aziende zootecniche è doveroso, sempre all’interno delle regole, invece tutte queste questioni risultano irrisolte, nonostante le numerose interrogazioni e accesso agli atti presentati dalla minoranza negli ultimi tre anni”.
