A sinistra il deputato M5S di Gaeta Raffaele Trano, a destra l'attivista Gianluca Macone.

PORTO DI GAETA: L’M5S CONTRO IL DEPOSITO DI 80MILA TONNELLATE DI RIFIUTI

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Il Meetup del Movimento 5 Stelle di Gaeta attraverso gli attivisti Gianluca Macone e Simone Avico hanno messo in evidenza la questione delle 80mila ecoballe di rifiuti stoccate presso i capannoni dell’area portuale di Gaeta. La Provincia di Latina ne ha dato autorizzazione per il periodo di sei mesi, dopo che Autorità portuale e ARPA Lazio si erano espresse favorevolmente a riguardo, ma Macone ravvisa come nessun parere sia stato fornito dagli altri enti locali, Comune di Gaeta compreso.

CAPANNONI SOLIDI, MA AMOVIBILI

Gli attivisti dell’M5S ricordano come l’ARPA Lazio abbia subordinato il proprio parere positivo alla solidità dei depositi. Una compattezza tale da poter resistere ad una mareggiata. In caso contrario i rifiuti andrebbero trasferiti ad una distanza minima di 300 metri dal mare. Gli stessi capannoni che tuttavia nel 2009, a seguito di un sequestro operato dalla Capitaneria di porto, erano stati considerati leciti in quanto amovibili.

Gianluca Macone e Simone Avico

IL CASO DI CIVITAVECCHIA

Macone mette a confronto la situazione del Porto di Civitavecchia con quella del Porto del Golfo. Nel recente passato l’assessore all’Ambiente di Civitavecchia non aveva acconsentito all’immagazzinamento di 60mila tonnellate di rifiuti da trasportare successivamente attraverso il mare. Nell’occasione l’amministratore affermò che il Porto civitavecchiese non potesse trasformarsi nell’ hub dei rifiuti del Tirreno. Gli attivisti si augurano che non spetti a Gaeta assumere un ruolo del genere e che piuttosto l’Amministrazione di Cosmo Mitrano desideri difendere e valorizzare la vocazione turistica e commerciale del territorio.

IL PROCESSO “INTERMINAL”

L’intervento dell’M5S fa seguito alla richiesta dei giorni scorsi da parte del Pubblico Ministero di Cassino Alfredo Mattei di 16 anni e mezzo complessivi di reclusione per quattro imputati che a partire dal 2013 avevano accatastato presso il Porto di Gaeta montagne di rottami ferrosi provenienti dal Basso Lazio e dalla Campania e destinati a stabilimenti localizzati in Turchia.

Foto H24notizie.com

LE RICHIESTE DI CONDANNA

In particolare sette anni e mezzo di carcere sono stati richiesti nei confronti di Franco Spinosa, l’allora responsabile della filiale di Gaeta dell’ex Autorità portuale del Lazio che addirittura venne sospeso preventivamente dalle sue funzioni dirigenziali. Sei anni di carcere sono stati inoltre chiesti per Nicola Di Sarno, l’allora amministratore unico della società di movimentazione del materiale ferroso, la “Interminal srl” di Gaeta. 

I PROFITTI DERIVANTI DAL TRASPORTO DEI RIFIUTI VIA MARE

Il Pm Mattei per una serie di violazioni amministrative ha infine sollecitato la condanna alla sanzione pecuniaria di 630 mila euro ai danni della “Interminal” e alla confisca del presunto profitto derivante dal reato pari a 685mila euro.

 

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