Interrogati i due giovani di 18 anni, entrambi di Latina, arrestati lo scorso venerdì 9 gennaio dalla Polizia di Stato
Si sono avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere i due giovani di 18 anni, Lorenzo Maddaloni e Lorenzo Vigo, arrestati tra il tardo pomeriggio e la sera dello scorso venerdì 9 gennaio. Al termine dell’interrogatorio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha convalidato gli arresti e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La Polizia di Stato aveva tratto in arresto i due giovani, Lorenzo Maddaloni e Lorenzo Vigo, entrambi residenti a Latina, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e porto abusivo di armi clandestine, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I due diciottenni provengono da famiglie lontane da contesti criminali.
Nel pomeriggio del 9 gennaio, un primo intervento degli agenti della Squadra Volante di Latina, che avevano fermato un’autovettura con a bordo uno dei due giovani arrestati, Lorenzo Maddaloni, il quale aveva prima fornito false generalità e poi aveva tentato la fuga a piedi. Durante la corsa, sotto l’occhio vigile di uno dei poliziotti che si era posto al suo inseguimento, aveva lasciato cadere un oggetto metallico, poi risultato essere un revolver, oggetto di furto, con all’interno due proiettili.
Una volta bloccato, gli agenti avevano proceduto al controllo del veicolo utilizzato, rinvenendo alcuni involucri di sostanza stupefacente, successivamente risultata essere cocaina, nonché una somma di denaro contante pari a circa 1.200 euro.
Le attività erano quindi proseguite con l’intervento degli investigatori della Squadra Mobile presso l’abitazione del giovane nel quartiere Q5. All’interno dell’immobile erano stati rinvenuti ulteriore denaro contante, per un totale complessivo di circa 1.300 euro, un bilancino di precisione e altro materiale presumibilmente utilizzato per il confezionamento della sostanza stupefacente.
Durante gli accertamenti era stato trovato un secondo mazzo di chiavi, risultate riconducibili all’appartamento dell’altro diciottenne, Lorenzo Vigo, che proprio nello stesso pomeriggio del 9 gennaio era stato notato dagli investigatori della Squadra Mobile insieme a Maddaloni. Presso l’abitazione di Vigo, cui sono state estese le attività di perquisizione, erano stati rinvenuti un mini revolver privo di segni identificativi, ossia calibro 22 circa 1 chilo e 100 grammi di hashish, 350 grammi di cocaina e crack, 600 euro in contanti e materiale per il confezionamento dello stupefacente. La droga era contenuta in bustine raffiguranti l’effige di Pablo Escobar. Trovate in casa di Vigo, che si trova a Borgo Sabotino, anche 12 cartucce, rispettivamente per pistola calibro 380 auto e 357 magnum.
Alla luce di quanto emerso, entrambi i giovani erano stati arrestati e, al termine degli accertamenti di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti in carcere in attesa dell’udienza di convalida che si è tenuta oggi, 12 gennaio. A chiedere l’arresto dei due giovani è stato il sostituto procuratore Valerio De Luca.
L’operazione si inserisce nel più ampio contesto delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti in mano a gruppi criminali emergenti – che ha, tra l’altro, grosse disponibilità di armi – messe in atto sul territorio del capoluogo pontino dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento costante della Procura della Repubblica di Latina.
Il ritrovamento di tritolo, bombe e armi al Circeo è strettamente connesso con l’arresto dei due 18enni Lorenzo Maddaloni e Lorenzo Vigo, trovati con armi e droga, compiuto venerdì 9 gennaio. Gli investigatori della Squadra Mobile, infatti, stanno monitorando un’altra fazione di emergenti, probabilmente opposti alla fazione degli “Arlecchinos” capeggiati dai gemelli Spinelli. Sono giovani e armati fino ai denti, attivi nel campo dello spaccio di droga, soprattutto in grado di avere coperture pesanti. Al vertice del gruppo ci sarebbe almeno un personaggio molto noto, legato al ritrovamento del Circeo. È proprio seguendo alcuni di questi giovani emergenti che i poliziotti sarebbero riusciti a scoprire l’appartamento a San Felice con l’arsenale e la bomba al tritolo.
