PESTAGGIO, PISTOLETTATE E TENTATO OMICIDIO A SEZZE: CONDANNATI A 6 ANNI DUE FRATELLI

Due pattuglie dei Carabinieri nella zona ove si è verificata l’aggressione.
Due pattuglie dei Carabinieri nella zona ove si è verificata l’aggressione

Pestaggio e spari in via Ceriara di Sezze: sono stati condannati due dei tre imputati per tentato omicidio

Giudica col rito abbreviato, i due fratelli, Simone Cacciotti di 30 anni e Maicol Federici di 21, difesi dagli avvocati Palmieri e Pincivero, sono stati condannati a sei anni di reclusione dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Cario. Il Pm Daria Monsurrò aveva chiesto la pena di 7 anni e 6 mesi per Federici e 6 anni per Cacciotti.

Entrambi dovevano rispondere delle accuse di tentato omicidio, porto e detenzione di arma comune da sparo e lesioni personali gravi.

I due fratelli furono arrestati a novembre del 2020 dai Carabinieri di Latina insieme al padre 78enne Santino Federici. Tutti e tre di Priverno, la mattina dell’11 novembre 2020, a bordo di una Mercedes Smart e, arrivarono in via Ceriara di Sezze e, dopo aver incrociato l’auto Mercedes classe A condotta da Alessio Antonelli, romano di nascita, ma residente a Roccagorga, avevano esploso all’indirizzo della sua autovettura 2 colpi d’arma da fuoco di cui uno, dopo aver oltrepassato il parabrezza anteriore, aveva impattato contro il cruscotto lato guidatore della stessa.

Nelle fasi successive dell’aggressione la vittima, il cui veicolo era stato ripetutamente speronato, aveva abbandonato il mezzo fuggendo nelle campagne circostanti. Gli aggressori, a questo punto, avevano sparato al suo indirizzo, ulteriori 4 colpi d’arma da fuoco senza attingerlo; poi, una volta raggiunto, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la vittima fu malmenata con corpi contundenti.

Davanti al giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, padre e figli avevano sostenuto che da tempo Antonelli minacciava il più piccolo della famiglia, Maicol Federici, per questioni sentimentali afferenti una donna contesa, raggiungendolo con messaggi social. Sarebbe stato proprio un messaggio Whatsapp spedito da Antonelli la mattina dell’11 novembre, giorno del pestaggio selvaggio, all’indirizzo di Maicol Federici ad aver fatto scattare la rabbia dei tre privernesi. Maicol si sarebbe visto recapitare l’immagine di Antonelli per significare che quest’ultimo si trovava davanti casa sua.

A quel punto, il 21enne avrebbe chiamato il fratello, il quale si trovava in auto col padre. Entrambi, quindi, si sarebbero catapultati in suo soccorso dando vita, poi, a ciò che è accaduto: pestaggi, sprangate e persino 6 colpi di pistola.

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