PERSEGUITA IL PADRE DELLA EX DOPO LA FINE DELLA STORIA: “HO SEMPRE IL FERRO CON ME”. ARRIVA LA CONDANNA PER STALKING

Accusato di atti persecutori e detenzione di armi: si è concluso il rito abbreviato per un 39enne originario di Fondi

“Tanto c’ho sempre il ferro dietro”. Con queste parole, il 39enne di Fondi, V.D.M. (le sue iniziali), il 27 luglio 2024, avrebbe “salutato” il padre della sua ex fidanzata, in un incontro avvenuto in località Salto di Fondi. Dopo l’incontro, ce ne sarebbe stato un altro sotto casa della ex e del padre della stessa, peraltro Carabiniere in pensione.

È per tale ragione che l’uomo, assistito dagli avvocati Pietro Iannitti e Giulio Mastrobattista, ha dovuto affrontare oggi, 5 marzo, il giudizio abbreviato dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli. Le accuse a suo carico erano di stalking e detenzioni di armi. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe perseguitato il padre della ex, ossessionato dalla fine della sua relazione con la figlia, arrivando a fare pesanti allusioni, come quella di avere con sé una pistola.

In effetti, come ricostruito dall’accusa, al 39enne era imputato di avere una pistola glock scacciacani, un’asta metallica, un martello e un cacciavite.

Oggi, nell’ambito del rito abbreviato, il pubblico ministero Giuseppe Aiello ha chiesto una pena a 2 anni e 3 mesi di reclusione. La difesa, rappresentata dall’avvocato Iannitti, ha cercato di smontare le accuse, chiedendo l’assoluzione.

Al termine della camera di consiglio, il Gup Morselli ha condannato l’uomo alla pena di 2 anni e 3 mesi, così come richiesto dall’accusa. Scontato l’appello da parte della difesa che ha sempre sostenuto che le armi a disposizione dell’uomo non costituivano un reale pericolo, a cominciare dalla scacciacani.

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