PEDOFILIA, L’APPELLO DELL’EX PROF DI RELIGIONE: “FU UN CONTROLLO GENITALE, NIENTE DI SESSUALE”

Pedofilia, l’ex professore di religione e diacono Alessandra Frateschi, condannato a 12 anni in abbreviato, va in Appello

Ha presentato ricorso in Corte d’Appello, Alessandro Frateschi, l’ex professore del liceo “Majorana” di Latina ed ex diacono, originario di Terracina, condannato lo scorso luglio 2024 a 12 anni di reclusione, ha presentato ricorso in Corte d’Appello.  

In primo grado, il 52enne è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, con l’accusa di aver abusato sessualmente di cinque minorenni, tra cui studenti dell’ex scuola dove insegnava. Episodi tra il giugno 2018 e il gennaio 2023 in cui i ragazzini venivano abusati sessualmente, persino, in un caso, alla Vigilia di Natale.

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Dopo oltre 90 giorni, per via di una proroga richiesta dal Gip Morselli, erano state pubblicate le motivazioni di una sentenza arrivata con il rito abbreviato secco che ha condannato l’ex docente, difeso dagli avvocati Donatello D’Onofrio e Carlo Fusco, per violenza sessuale aggravata dal fatto che le cinque vittime, al momento dei fatti, erano minorenni. Il Garante dell’infanzia regionale, Monica Sansoni, si era costituito parte civile come le cinque vittime minorenni, assistiti dagli avvocati Nicodemo Gentile, Antonio Cozza e Francesca Giuffrida.

Frateschi, che si trova in carcere, a Latina, prima di essere giudicato, subì l’aggravamento della misura (dai domiciliari al carcere), ricevendo anche la moglie e la figlia, oltreché a due uomini non identificati. Una indagine partita dalla segnalazione del Garante dell’Infanzia rispetto ai messaggi intimi che Frateschi inviava ai suoi alunni del Majorana; messaggi di natura erotica che, al contempo, il docente chiedeva agli studenti. Ne seguì una serie di segnalazioni. e querele dei genitori che portarono al procedimento penale nei confronti del diacono ben addentro alla Diocesi di Latina di cui era funzionario, successivamente sospeso per aver sottratto 50mila euro dalle casse dell’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero di Latina.

Nelle fasi di indagine, coordinate dalla Procura di Latina, è emerso anche un vasto materiale pedopornografico a disposizione di Frateschi il quale, negli anni, si è “distinto” anche per diversi procedimenti penali per reati finanziari.

Ricostruendo le accuse a carico dell’ex docente, il Gup Morselli scrive testualmente che dal racconto di due vittime “risulta confermato che Frateschi “selezionava” gli studenti particolarmente fragili, che vivevano una situazione personale o famigliare di particolare disagio, con i quali, dapprima, instaurava un rapporto confidenziale, approfittando del proprio ruolo di insegnante di relazione. Poi, forte della fiducia riposta in lui dai suoi studenti, cominciava a intrattenere rapporti confidenziali con loro anche fuori dal contesto scolastico, in particolare tramite la piattaforma Instagram, che egli utilizzava per intrattenere conversazioni con i suoi studenti il cui tenore era inizialmente neutro; dopodiché si faceva sempre più ambiguo, fino ad arrivare all’invio di foto erotiche o all’inoltro di battute a sfondo sessuale“.

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Ora, Frateschi, difeso dall’avvocato del foro di Cassino, Edoardo Fascione, chiede alla Corte d’Appello di Roma di essere assolto perché il fatto non sussiste. Secondo la difesa non vi è nessun elemento di prova che dimostri che Frateschi abbia mai richiesto immagini a carattere sessuale a uno dei minorenni. C’è di più. Frateschi, secondo la difesa, non ha mai provato a incontrare gli studenti, neppure quelli con cui era nata una confidenza che la stessa difesa definisce impropria se non improvvida, al di fuori del contesto scolastico. Né gli abbracci o gli sfioramenti della gamba possono essere ricondotti a un tentativo di violenza sessuale.

Toccare l’organo genitale di un altro dei minorenni abusati, sarebbe stato, invece, per la difesa, una questione non sessuale ma di controllo genitale, affetto da presunta fimosi.

Inoltre, la medesima difesa insiste nel dover concedere le attenuanti generiche a Frateschi, negate dal giudice di Latina, Laura Morselli. Frateschi avrebbe riflettuto sul suo comportamento, avrebbe preso coscienza e rafforzato il senso di responsabilità.

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