Pedemontana: pronta la VIA. Il progetto incassa il sì del Ministero dell’Ambiente per la Valutazione d’Impatto Ambientale
È stata pubblicato il 9 febbraio 2026, sul sito del ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico (MASE), il decreto che dà parere favorevole condizionato al progetto della pedemontana di Formia. Il decreto mette fine alla procedura di V.I.A. iniziata alla fine del 2024, con la consegna al MASE del progetto definitivo redatto dall’ANAS.
“Si tratta indubbiamente di un risultato di rilievo che spiana la strada all’ANAS per la successiva conferenza dei servizi in cui, finalmente, saranno chiamati ad esprimersi gli enti territoriali, il comune di Formia in primis. All’eventuale esito positivo della conferenza seguirà l’adozione della variante al Piano Regolatore Generale, per cristallizzare le parti di territorio interessate dal tracciato.
Il comune di Formia, sul cui territorio integralmente si sviluppa la strada per circa 9 km., stando alle espressioni usate in consiglio comunale dal sindaco Taddeo, sembra non credere alla realizzazione della strada, perché non finanziata. In verità di soldi ce ne vorranno effettivamente tanti. Il progetto definitivo parla di 595 milioni di euro, ma si ha ragione di credere che tale somma lieviterà (e di molto) per le condizioni poste dal Ministero.
Dal merito del provvedimento traspare, infatti, la forte preoccupazione (e indeterminatezza) per i riflessi che la nuova strada può avere sulla sorgente Mazzoccolo. La possibilità di danneggiare “qualitativamente e quantitativamente” la sorgente è reale. Nel progetto ciò viene “ragionevolmente” escluso, ma il Ministero non ci mette la mano sul fuoco. Al punto che pone come condizione di “approfondire l’analisi delle acque di falda e delle potenziali interferenze delle opere di scavo previste in progetto con le caratteristiche quantitative e qualitative delle acque sotterranee……Inoltre, dovranno essere analizzate e definite in modo quantitativo le possibili interferenze con gli affioramenti sorgentizi, con particolare riferimento alla sorgente Mazzoccolo”.
Neanche l’ANAS esclude che durante la fase di scavo della galleria Costamezza, lunga 4,2 km., possano esserci interferenze con i condotti carsici che alimentano l’acquifero della sorgente Mazzoccolo. Per questo prevede di adottare “la tecnica dello scavo tradizionale e non meccanizzato, in modo che il moderato avanzamento del fronte di scavo, consenta eventuali interventi di consolidamento e/o sigillatura di condotti carsici, in modo da non inficiare la corretta alimentazione della sorgente”.
I cittadini del golfo rischiano di essere privati della loro sorgente? Senza voler essere così drastici, non si esclude tuttavia che essi debbano prepararsi a interruzioni idriche continue e ripetute per almeno 1800 giorni, il tempo previsto per la realizzazione dell’opera.
Non si potrà contare neanche sui pozzi dell’Acerbara, definiti da Acqualaitna “riserva strategica”, perché il tracciato della galleria, passando in quota a breve distanza da essi, produrrà un sicuro inquinamento della falda. Questo dei pozzi dell’Acerbara è un vulnus del progetto. Non se ne fa cenno, come se non si sapesse della loro presenza, benché segnalato nelle osservazioni di cittadini e associazioni, rimaste prive, peraltro, di risposta. L’unica risposta fornita da ANAS è quella negativa alle osservazioni dei sindaci di Formia e di Gaeta.
La sensazione – a parere di chi scrive- è che il progetto, per quanto articolato in oltre 600 (seicento) elaborati e migliaia di pagine di relazioni e studi specialistici, non abbia convinto pienamente le amministrazioni chiamate ad esprimersi su di esso. Queste si sono trincerate dietro continue deroghe, prescrizioni, raccomandazioni, rimandi ad ulteriori studi, quasi a voler esorcizzare e sminuire le responsabilità che a loro competono.
Per non parlare dell’assordante silenzio della politica locale che, abdicando al compito di far conoscere ai cittadini il progetto ed il suo avanzamento, preferisce negarne la fattibilità, cercando di allontanare da sé il cerino acceso che inevitabilmente l’ANAS gli sta per passare”.
Così, in una nota, le associazioni “Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine” e “Incontri & confronti”.
