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PD: ZINGARETTI, LA MIA ECONOMIA GIUSTA, L’1% DEL PIL A ASILI E SCUOLE, MENO TASSE A FAMIGLIE

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“Dobbiamo ripartire e, con la passione e il coraggio, riorganizzarci per rifondare il legame identitario con il nostro elettorato partendo da un pensiero nuovo. Un pensiero che nasce da un concetto semplice: ‘Ora prima le persone’, e intorno alle persone costruiamo un nuovo modello di societa’. E’ questa la nostra sfida per il futuro”. Lo scrive Nicola Zingaretti del Pd, in un intervento sul quotidiano La Repubblica, in cui illustra la sua proposta di “economia giusta” con meno tasse alle famiglie e l’1% del Pil agli asili e alle scuole. “L’Italia – spiega Zingaretti – ha bisogno di piu’ crescita, ma soprattutto di una straordinaria iniezione di giustizia. L’economia giusta: una nuova piattaforma che sappia coniugare la crescita con l’equita’ in un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilita’ ambientale e la qualita’ della vita delle persone. Dobbiamo essere – sottolinea – i piu’ bravi a generare sviluppo economico e i piu’ testardi a garantire l’equita’ e la sostenibilita’ di quello sviluppo. Produrre e distribuire secondo giustizia esige che i risultati della crescita vadano a beneficio di tutti i membri della comunita’”. “Se molti rimangono esclusi – aggiunge Zingaretti -, la crescita non serve il bene comune. Per farlo dobbiamo ricostruire il tessuto produttivo e sociale del Paese, operare nei luoghi del disagio, investire nel capitale umano, nella cultura, nelle reti materiali e immateriali, negli asili, nella scuola e nelle universita’, negli spazi comuni e nei servizi alle persone, nelle politiche per le imprese per favorire l’aumento del loro tasso di innovazione, di digitalizzazione e di crescita dimensionale delle imprese stesse e per la creazione di nuovo lavoro, puntando ad aumentare in particolare il tasso di occupazione femminile attraverso politiche di genere in tutti i settori produttivi”. “Penso a due grandi fronti di azione per l’equità sociale – scrive Zingaretti – Il primo: le politiche redistributive. Dobbiamo alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi e sulle famiglie con figli minori a carico, che hanno un tasso di povertà nettamente più alto della media.  È esattamente l’opposto della Flat tax scritta nel Contratto di governo, che regalerebbe metà del taglio delle tasse (25 miliardi su 50) al 10% più ricco dei contribuenti. Il secondo. Le politiche “predistributive”, necessarie per fare ripartire l’ascensore sociale. Penso ad un grande investimento sulle nuove generazioni, nell’ordine di un punto di PIL: dagli asili nido fino alla lotta alla dispersione scolastica – propone Zingaretti – dall’estensione della gratuità dei libri di testo a una più generale nuova politica per il diritto alla conoscenza. Una dote per i giovani attivabile al compimento dei 18 anni per finanziare un progetto formativo o imprenditoriale.  Penso al lavoro, cambiando le cose che non hanno funzionato del Jobs act e attuandone le parti più innovative legate alle politiche attive, e alla previdenza, rendendo flessibile l’età di pensionamento in modo più equo e sostenibile rispetto a quanto propone il governo. La sanità – garantendo effettivamente i Livelli Essenziali di Assistenza in tutto il territorio nazionale – e la casa, occupandoci dei 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, spesso in condizioni di grave disagio abitativo”. “Il mercato e l’economia – aggiunge – diventano gli strumenti e non il fine della politica per attuare questa visione della societa’. Un modello di sviluppo che si fonda sulla sostenibilita’ ambientale perche’ uno sviluppo che risponde solo alle necessita’ del presente vuol dire compromettere la capacita’ delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Non si deve stare in Europa perché costretti, ma perché convinti per questo dobbiamo rifondare l’Europa, non smantellarla, facendola diventare un baluardo per difendere le persone dalla violenza della globalizzazione. Dobbiamo rimetterci rapidamente in piedi. Il PD va rigenerato dalle fondamenta – conclude l’esponente dem – dobbiamo cambiare radicalmente la nostra piattaforma politica e il modo di essere comunità politica, la nostra classe dirigente a livello nazionale così come nei territori”.

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