Latina Bene Comune, attraverso i propri consiglieri comunali Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton e la segretaria del movimento Elettra Ortu La Barbera raccoglie le istanze del Tavolo Territorio e Partecipazione, a cui partecipano residenti della città, di Latina Scalo e dei borghi, chiede chiarezza sull’iter seguito per la firma del patto di collaborazione relativo al Parco Giulia Alicandro.
“Lo scorso 22 agosto, infatti, è stato firmato e pubblicato all’albo pretorio il Patto di collaborazione tra il Comune di Latina e un cittadino per la cura, la manutenzione e il controllo del Parco Giulia Alicandro – spiegano da Lbc,- La notizia è stata rilanciata anche con un comunicato stampa ufficiale dell’assessore Andrea Chiarato, che ha ringraziato pubblicamente il proponente. Eppure, da luglio, in sede di commissione Trasparenza, è emerso che oltre 40 patti di collaborazione restano fermi in attesa di autorizzazione, molti anche da più di un anno e alcuni da due anni . I blocchi riguardano in particolare le autorizzazioni per la cura del verde e le conseguenti coperture assicurative nonostante l’attuale regolamento comunale sia stato recentemente modificato proprio su istanza del dipartimento Ambiente. Oggi il regolamento è chiaro e rispondente ai dettami di legge come sancito dalla delibera di consiglio comunale che ha tutti i pareri di conformità allegati”.
“In questo contesto – proseguono gli esponenti del movimento – siamo lieti che il Patto per il Parco Alicandro, presentato il 31 luglio, sia stato approvato e firmato in appena 20 giorni, con tanto di comunicato stampa celebrativo. Ci preoccupa invece che decine e decine di proposte siano ferme e non vengano approvate proprio per questioni legate al verde pubblico. Questo patto ha ottenuto l’autorizzazione a prendersi cura anche delle aree verdi circostanti, con una competenza passata dal dipartimento Ambiente al dipartimento Manutenzioni, che ha proceduto senza gli stessi ostacoli sollevati per altri cittadini dal dipartimento Ambiente. È quindi legittimo domandarsi: perché un patto viene approvato con tempi record e altri restano bloccati da anni? Perché su questo patto è stata concessa la cura del verde mentre agli altri no? Perché si utilizzano procedure e percorsi diversi a seconda dei casi? Siamo assolutamente favorevoli a che si autorizzino nuovi patti di collaborazione come nel caso del Patto di Alicandro ma questo dovrebbe rappresentare l’assoluta normalità e la prassi ordinaria per ogni cittadino che mette a disposizione della comunità il proprio tempo.
Ciò che contestiamo è la disparità di trattamento da parte dell’amministrazione Celentano che tradisce lo spirito stesso dei patti di collaborazione e rischia di creare anche qui cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per queste ragioni, Latina Bene Comune per mezzo dei suoi consiglieri comunali , dopo aver ulteriormente sollecitato il direttore generale dell’ente a trovare una soluzione all’evidente impasse ha inviato una diffida ufficiale al Comune affinché venga applicato in modo uniforme l’attuale regolamento sui beni comuni. Latina è stata una delle prime città in Italia a dotarsi di questo strumento innovativo nel 2018. Oggi rischiamo però di svilirlo se l’amministrazione non garantisce trasparenza, uniformità e rispetto per l’impegno di tutti quei cittadini che da mesi e anni attendono di poter prendersi cura dei beni comuni dei propri quartieri e borghi”.
A rispondere a Lbc è arrivata la nota del consigliere comunale di maggioranza, Dino Iavarone (Fratelli d’Italia): “Sui patti di collaborazione il Sindaco lavora ventre a terra, LBC faccia pace con se stessa”.
“In merito alle polemiche sollevate da LBC sul Patto di collaborazione per il Parco Alicandro, è doveroso fare chiarezza. L’amministrazione comunale e il sindaco si stanno impegnando ventre a terra non solo su questo, ma su tutti i patti di collaborazione, con la massima trasparenza e attenzione al principio di parità di trattamento. È un lavoro quotidiano, serio e concreto, che non ha bisogno di proclami ma di risultati visibili ai cittadini.
Fa quasi sorridere che LBC oggi sollevi il sopracciglio. Forse i patti di collaborazione erano uno strumento virtuoso solo quando li siglavano loro? Oggi che vengono portati avanti da un’amministrazione diversa, improvvisamente diventano terreno di sospetti e polemiche? Una coerenza a corrente alternata che i cittadini non meritano.
Fratelli d’Italia Latina sostiene con convinzione il lavoro del sindaco e della giunta: i patti di collaborazione non sono né bandierine di partito né strumenti da piegare alla propaganda. Sono un mezzo per valorizzare i beni comuni e rafforzare il senso di comunità, e vanno gestiti con serietà, non con la nostalgia di chi è rimasto spettatore.
LBC prenda atto che i tempi sono cambiati: oggi a Latina si governa nell’interesse della città, non per vantare meriti di parte. Le polemiche sterili non fermano chi lavora con dedizione per dare risposte concrete ai cittadini”.