“L’aspetto più rilevante di questo referendum, anche in provincia di Latina è stata l’ampia partecipazione dei cittadini. A livello provinciale ha prevalso il “SÌ”, in controtendenza rispetto al risultato nazionale, fatta eccezione per i comuni di Aprilia, Castelforte, Cori, Formia, Gaeta, Itri, Norma,Maenza e Ventotene.
Il voto è stato influenzato più da una valutazione complessiva sull’operato del governo — in particolare sul piano economico, sulla gestione della guerra e sui rapporti ritenuti troppo amichevoli con Trump — che dai contenuti specifici del referendum.
Ancora una volta, il Paese appare bloccato tra posizioni estreme e contrapposte.
Ma ora che il risultato del referendum è noto, e appena si attenueranno le analisi, i sofismi e le letture dei flussi elettorali, sarà necessario cambiare prospettiva. Non perché questi giorni non siano stati importanti, ma perché è tempo di tornare alla vita concreta delle nostre comunità.
È lì, per chi opera ogni giorno sul territorio, che la politica ritrova senso e misura. È lì che le parole devono diventare decisioni, e le decisioni servizi.
Le città, i comuni della nostra provincia chiedono risposte che non possono più attendere.
A partire dalla sanità: ospedali sotto pressione, personale insufficiente, liste d’attesa che diventano una forma silenziosa di disuguaglianza. Non bastano slogan nazionali: servono scelte organizzative locali, investimenti mirati e ascolto di chi lavora ogni giorno nei reparti.
Poi la viabilità, tema quotidiano ma troppo spesso trascurato: strade dissestate, traffico congestionato, trasporti pubblici inefficienti. Problemi concreti, che incidono sul tempo, sulla qualità della vita e sull’ambiente.
C’è infine l’ambiente, che non è più un tema accessorio: verde urbano, qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, tutela delle coste e gestione degli arenili nonché la valorizzazione sostenibile delle risorse naturali.
Questi sono solo alcuni esempi, tra i molti ambiti in cui i cittadini attendono risposte concrete e tempestive.
Investire in questi settori vuol dire evitare l’isolamento dei territori, sostenere le economie locali e ridurre le disuguaglianze.
Ma serve anche un cambio di atteggiamento: meno narrazione e più amministrazione, meno contrapposizione e più collaborazione. Più confronto sulle priorità reali, mettendo al centro l’interesse dei cittadini.
Perché, passato il referendum, resta la realtà. E la realtà non si governa con le analisi, ma con la capacità di affrontare problemi concreti, complessi e urgenti.
Il vero banco di prova, oggi, è dimostrare di aver capito cosa chiedono i cittadini: servizi che funzionano, città vivibili, istituzioni presenti. Adesso è il tempo delle scelte. E sulle scelte si misurerà la credibilità di ciascuno”.
Così, in una nota, Arcangelo Palmacci, segretario Provinciale di AZIONE.
