PADRE DUE VOLTE ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI SULLA FIGLIA: ASSOLTO. PM: RICORDI D’INFANZIA FALSATI

Accusato di abusi sessuali nei confronti della figlia quando aveva poco più di sei anni: si è concluso il processo per un 65enne di Fondi

Si conclude il processo per violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima a carico di M.D.G. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Francesco Nania, dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Zani-Trapuzzano-Naso. Il Tribunale, al termine della camera di consiglio, ha assolto l’uomo di 65 anni. A costituirsi parte civile la giovane e figlia dell’imputato, assistita dall’avvocato Francesco Di Ciollo.

Una storia che ha un retroscena. La violenze sessuali ai danni della figlia si sarebbe consumata in tre distinte occasioni, tra il 2007 e il 2009, a Fondi, quando la bambina si recava a casa del padre in quanto i genitori erano in via di separazione. In una circostanza, il 65enne (all’epoca 50enne) avrebbe palpeggiato nelle parti intime la bambina mentre le faceva il bidè. Successivamente, giocando una volta sul letto e un’altra sul divano, l’uomo avrebbe mostrato i genitali alla bambina.

Fu la minorenne a confessare tutto alla madre ed ex moglie dell’uomo. Da lì, oltreché a raffreddarsi per sempre i rapporti tra i due coniugi, partì l’esposto denuncia che portò all’apertura di una indagine nel corso della quale, ascoltata la minorenne, quest’ultima fu ritenuta non attendibile dal consulente psicologico. “Suggestionabile”, è stato questo l’esito della perizia psicologica, in quanto la bambina sarebbe stata stretta tra i dissapori che vi erano tra un genitore e l’altro. Quei “giochi particolari” descritti dalla bambina alla madre non sarebbero stati reali. Ecco perché l’allora sostituto procuratore di Latina chiese l’archiviazione dell’indagine.

Come in un “flashforward” di una serie televisiva, la vicenda si sposta a oltre dieci anni dopo. Nel 2021, il padre dell’ormai ragazza ha una nuova compagna. I rapporti tra il padre e la figlia sono tornati buoni e quell’incubo di violenze sessuali sembra sotterrato come l’indagine di un tempo.

Al che, in un momento di confidenza, la figlia confessa all’attuale compagna dell’uomo che, anni prima, il padre l’aveva abusata, raccontando quelle tre vicende e di quando l’uomo le avrebbe toccato le parti intime in maniera evidente. È questo il motivo per cui, in quel momento, il padre fu allontanato da lei. Un trauma nei suoi ricordi che la compagna del padre non può fare a meno di denunciare di nuovo per accertare la verità, tanto che il nuovo sostituto procuratore, Antonio Sgarrella, riapre una nuova indagine che arriva a dama, fino al rinvio a giudizio dell’uomo e al processo che si è concluso oggi, 3 aprile. A distanza di anni dai fatti: circa 19.

Nonostante la nuova denuncia, il padre ha sempre negato quanto attribuitogli dalla figlia. Così come ha ricostruito il pubblico ministero nel corso della requisitoria al termine della quale ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, quei ricordi, però, possono essere frutto di una ipersensibilità. Non si può dire, in sostanza, oltre ogni ragionevole dubbio, che quei tre episodi siano accaduti veramente. Peraltro, la ragazza, nel corso del processo, ha dichiarato di essere stata abusata sessualmente da un bidello della scuola. Circostanza negata dalla stessa madre della ragazza, che, invece, ha detto che sarebbero stati alcuni coetanei dell’epoca a palpeggiarla.

Ad ogni modo, secondo il pubblico ministero, la ragazza è in buona fede e non ha intenti calunniosi. Si tratterebbe solo di ricordi falsati dalla conflittualità madre e padre. Una prospettazione fortemente rigettata dall’avvocato di parte civile, Francesco Di Ciollo, che, nel suo intervento, si è detto sorpreso dal pubblico ministero che avrebbe attuato una restaurazione dell’intera vicenda. Fu errato, secondo la parte civile, chiudere il primo procedimento penale, così come è stato sbagliato chiedere l’assoluzione dell’uomo.

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