OSPEDALE RIUNITI DI ANZIO E NETTUNO, RETE NO BAVAGLIO: “MENO POSTI LETTO E ALTRE PENALIZZAZIONI”

Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno: ancora penalizzato. Meno posti letto, punto nascita chiuso e pazienti costretti sotto la pioggia per la TAC ambulante

La Rete No Bavaglio esprime forte preoccupazione per quanto emerge dal nuovo documento regionale sulla programmazione della rete ospedaliera 2026-2028.

“Ancora una volta l’ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno, che serve un bacino di circa 140 mila cittadini dell’intero litorale a sud di Roma, viene penalizzato. Il piano prevede infatti la riduzione di posti letto di day hospital e day surgery, il ridimensionamento di alcuni reparti e soprattutto la definitiva cancellazione del punto nascita.

Si tratta di una scelta incomprensibile per una struttura che dovrebbe essere invece potenziata, visto il ruolo strategico che svolge per un territorio vasto e in costante crescita.

Restano inoltre gravissime le carenze di personale: Una situazione che rende sempre più difficile garantire servizi adeguati ai cittadini.

A questo quadro già critico si aggiunge lo stato di avanzamento incerto di numerosi lavori annunciati e mai completati opere di ingegneria clinica di cui non si hanno notizie dalla terapia intensiva all’ampliamento del pronto soccorso, dal blocco operatorio all’installazione della risonanza magnetica.

Particolarmente grave è anche quanto sta accadendo con la TAC mobile installata davanti all’ospedale a causa dei lavori nell’area di radiologia.
La struttura, posizionata all’ingresso del presidio, ha di fatto bloccato l’accesso principale. Il portiere controlla che nessuno cada.
I pazienti vengono trasportati in barella all’esterno, spesso sotto la pioggia, per raggiungere la TAC, e poi sollevati con un montacarichi parte in legno. Una scena che appare indegna per un servizio sanitario pubblico e che solleva seri interrogativi sulla sicurezza e sul rispetto della dignità dei pazienti.

La Rete No Bavaglio ritiene che la sanità del litorale non possa continuare a essere trattata come una realtà di serie B. Servono investimenti reali, personale e servizi adeguati, non ulteriori tagli e soluzioni emergenziali che scaricano sui cittadini le inefficienze del sistema.

Chiediamo alla Regione Lazio e alla Asl Roma 6 chiarezza sui tempi dei lavori, i costi della tac mobile, sul rafforzamento dei reparti e sul futuro dell’ospedale Riuniti, affinché venga finalmente garantito ai cittadini del territorio il diritto a una sanità pubblica dignitosa ed efficiente”.

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