Concluso il processo per i due imputati, accusati della morte di Daniele Angeletti: l’operaio di Cisterna precipitato dal tetto della “Ittella Italy” a Prossedi il 18 gennaio 2018
Una condanna e un’assoluzione. È questo l’esito dell’ultima udienza svolta oggi, 2 febbraio, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, che, alla fine, dopo le arringhe difensive e la camera di consiglio, ha condannato Salvatore Meo a 2 anni, per l’omicidio colposo dell’operaio Daniele Angeletti, assolvendo l’altro imputato, Giuseppe Bardari.
A luglio 2025, erano state chieste dal pubblico ministero le condanne: 2 anni e 4 mesi di reclusione per Salvatore Meo, assistito dagli avvocati Francesca Apponi e Domenico Volante; 2 anni e 6 mesi per Giuseppe Bardari, difeso dagli avvocati Gianni Lauretti e Simone Rinaldi.
A settembre 2020, nell’udienza preliminare, il giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva disposto il rinvio a giudizio per il datore di lavoro e legale rappresentate di “Sia di Meo Salvatore sas”, Salvatore Meo, 73 anni, di Cisterna, e Giuseppe Bardari, 50 anni, di Vibo Valentia, amministratore unico della Ittella Italy, la società che si occupa di prodotti alimentari. La società “Sia”, responsabile civie, è assistita dall’avvocato Orlando Mariani.
I due imputati erano accusati entrambi dell’omicidio colposo del 47enne Angeletti, l’operaio che lavorando per una ditta esterna, la Sia, stava svolgendo, presso lo stabilimento della Ittella, in via della Casaina, a Prossedi, lungo la strada statale 156 dei Monti Lepini, un intervento di disinfestazione.
Il processo per omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro era iniziato il 20 gennaio 2021. Costituite come parti civili la moglie, i due figli e il fratello di Angeletti. All’epoca dei fatti il medico legale Tommaso Cipriani, che effettuò l’autopsia, confermò le lesioni mortali di Angeletti dovute alla caduta da quasi 10 metri di altezza.
Dopo la requisitoria del pubblico ministero e l’arringa della parte civile, il processo era stato rinviato a settembre. Dopo un paio di rinvii, oggi, 2 febbraio, è arrivata la sentenza. Il giudice ha rigettato il risarcimento e la provvisionale (Bardari aveva già risarcito i famigliari di Angeletti), disponendo che le due parti – la famiglia della vittima e Meo – risolvano la questione in sede di Tribunale civile.
