Aveva 49 anni l’operaio edile della Metalcisterna di Cisterna di Latina morto nel pomeriggio di ieri, lunedì 14 settembre, precipitato da una gru a Ostia. Il collega 46enne è riuscito ad aggrapparsi al parapetto di un balcone, ed è stato salvato dai condomini che lo hanno afferrato in tempo. Entrambi italiani, si trovavano nel cantiere di via Forni: erano a cinque metri d’altezza tra il secondo e terzo piano del palazzo quando il cestello si è rotto.
Il collega è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Grassi: è ricoverato ma in condizioni non gravi. Sul posto il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (Spresal) e i carabinieri di Ostia.
L’incidente si è verificato intorno alle 15:30 in via Antonio Forni, nella zona popolare del mare di Roma. A dare l’allarme sono stati i residenti. Sul posto i medici dell’Ares 118 con un’ambulanza e un’automedica, i carabinieri della stazione Ostia e gli ispettori dello Spresal della Asl Roma 3.
Inutili i soccorsi per l’uomo. I medici hanno potuto solamente costatarne il decesso. Sul luogo della tragedia tanti residenti. Gli investigatori dell’Arma hanno circoscritto la zona. Presente anche il presidente del X Municipio, Mario Falconi.
Secondo i primi riscontri, tutto sarebbe nato quando il cestello di un montacarichi agganciato a una gru di un autocarro avrebbe ceduto scaraventando l’operaio sull’asfalto. Il braccio della gru che reggeva il cestello si è rotto per un guasto tecnico e la struttura ha ceduto, sfondando l’avantreno del camioncino. L’impatto mortale è avvenuto tra i numeri civici 6 e 10 di un edificio di proprietà della società immobiliare Moreno Estate.
Il 46enne ha sbattuto con violenza la testa su un’auto parcheggiata proprio sotto al balcone e si è accasciato sul marciapiede.
“La morte sul lavoro avvenuta a Ostia conferma che non siamo davanti a tragiche fatalità, è l’ennesima conseguenza di un sistema che troppo spesso considera la tutela della vita un costo da comprimere. Chiediamo che siano accertate tutte le responsabilità e ribadiamo la necessità di rafforzare controlli e organici ispettivi, qualificare le imprese e fermare la catena dei subappalti. Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio: davanti all’ennesima vita spezzata mentre lavorava, istituzioni e imprese devono assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa strage”, spiega Diego Piccoli, segretario generale della Fillea Cgil.
“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. Il ricorso al subappalto non può diventare uno strumento per disperdere responsabilità, ridurre i controlli o comprimere i costi della sicurezza. Da quanto abbiamo potuto constatare – almeno a prima vista – il cantiere era gravemente carente, ma per ora non abbiamo certezze e chiediamo agli inquirenti di verificare tutto”, conclude Piccoli.
