Nel corso della mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Latina hanno arrestato, in esecuzione a un ordine di espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, un uomo di 57 anni del posto, già noto alle forze di polizia.
Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d’Appello di Roma e dispone l’espiazione della pena di un anno e 4 mesi di reclusione per il reato di omicidio colposo.
I fatti risalgono al novembre 2009, quando, all’interno di un cantiere a Borgo San Michele, si verificò il decesso di un uomo, dove il 57enne, in qualità di responsabile dei lavori, a seguito della mancata adozione delle necessarie misure di sicurezza sul lavoro, idonee a prevenire l’evento, imputate al 57enne, in qualità di soggetto responsabile. Si trattava dei lavori di ristrutturazione di un capannone sulla Migliara 45 a Borgo San Michele.
L’operaio romeno perse la vita cadendo dal tetto del capannone in cui stava svolgendo gli interventi di smantellamento. La struttura aveva ceduto sotto i suoi piedi e l’uomo era volato per diversi metri, morendo sul colpo. Salito sul tetto di eternit, l’uomo vide crollare la struttura sotto i suoi piedi cadendo a terra dopo un volo di circa sei metri. Insieme a lui un collega che ha chiamato i soccorsi, ma per l’uomo di 41 anni, con moglie e figli, non c’era stato nulla da fare: morì sul colpo.
Sulla vicenda, immeditatamente la Procura aprì un fascicolo mentre la Polizia effettuò i primi rilievi, sentendo l’unico testimone della tragedia – un collega dell’uomo – per comprendere meglio la dinamica dell’incidente. Sotto sequestro il capannone, un mezzo pesante e l’attrezzatura che i due operai avevano portato sul posto di lavoro.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 57enne, responsabile di omicidio colposo, è stato condotto presso la propria abitazione, dove è stato sottoposto al regime di detenzione domiciliare.
