NUOVO PIANO DI ZONA “OLIM PALUS-2032”, APPROVATO A LATINA

Nuovo piano di zona “Olim Palus – 2032”, ok dal Consiglio comunale di Latina agli alloggi per 622 abitanti

Adottato dal Consiglio comunale, nella seduta odierna, il nuovo Piano di zona, da realizzare nell’area dell’ex Svar, in virtù della recente legge finanziaria che attraverso il cosiddetto Piano Casa Italia 2026 ha previsto contributi per soddisfare le nuove esigenze abitative.

Con il parere favorevole della commissione Urbanistica, riunita lunedì scorso, il Consiglio comunale si è espresso in favore della proposta deliberativa del nuovo piano di zona e del relativo nuovo schema di convenzione per la costituzione dei diritti di superficie. Il via libera, da parte dell’assise civica, è stato preceduto dall’approvazione dell’aggiornamento del fabbisogno abitativo dei Piani di edilizia economica popolare, fermo a uno studio risalente al 2003, e dello stato di attuazione degli stessi.

Il nuovo Piano di zona, inizialmente denominato “2032” e poi – su emendamento proposto dal consigliere Giuseppe Coluzzi -“Olim Palus – 2032”, prevede il soddisfacimento delle esigenze abitative di 622 persone, attraverso un intervento di rigenerazione urbana seguendo i nuovi obiettivi normativi, di recupero, riqualificazione e realizzazione di alloggi di edilizia sociale in locazione a canone agevolato da destinare a giovani, giovani coppie e genitori separati, anche tramite contratti di godimento, e di unità di edilizia sociale per anziani, con adeguamenti e nuova realizzazione, finalizzati anche a progetti di coabitazione.

“L’obiettivo – ha sottolineato il sindaco Matilde Celentano nel corso del suo intervento – è quello di creare un ambiente urbano in cui sia centrale il rapporto tra uomo e ambiente, tra spazi aperti ed edifici, tra spazi privati e spazi pubblici, tra residenze e servizi. Il Piano di zona che stiamo per adottare è una risposta concreta all’annoso problema del reperimento delle aree da destinare all’edilizia economica popolare. Il piano costituisce una misura ad elevata valenza sociale perché va a soddisfare l’esigenza abitativa di chi, e sono sempre più numerosi, non può accedere al mercato immobiliare privato”.

“Aggiungo, inoltre, che il nuovo piano, denominato con buon auspicio 2032 in vista del Centenario, avrà una ricaduta positiva sulla qualità della vita. E’ prevista, infatti, una nuova strada che andrà a migliorare il traffico della zona, che com’è noto si affaccia su una delle principali arterie di ingresso alla città”, ha concluso il Sindaco dopo aver ringraziato per il lavoro svolto l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio, i dirigenti dell’Urbanistica e del Sue, rispettivamente Paolo Cestra e Patrizia Marchetto, i due funzionari, l’architetto Massimo Del Vescovo e il geometra Mauro Gasperi, che hanno contribuito alla redazione dei contenuti delle due proposte deliberative, il presidente della commissione urbanistica Roberto Belvisi e tutti i consiglieri che hanno sostenuto entrambe le proposte.

L’assessore Muzio a margine della seduta ha espresso tutta la sua soddisfazione: “Abbiamo colto le opportunità della nuova normativa, introdotta con l’ultima Finanziaria, portando in aula il nuovo Piano di zona in tempo record. Sono venti anni che le cooperative attendono di realizzare alloggi nell’area dell’ex Svar. Con la delibera di oggi andiamo a soddisfare l’esigenza abitativa nel migliore dei modi. Fondamentale è stato l’aggiornamento del fabbisogno abitativo che ci ha consentito di attualizzare la richiesta di questa tipologia di abitazioni di edilizia residenziale pubblica, in coerenza con i nuovi contributi fissati dal Governo”.

“Il nuovo Piano di zona – ha affermato Muzio entrando nel dettaglio – individua 12 lotti d’intervento. L’idea di progetto è quella di realizzare al piano strada i parcheggi, sia di pertinenza delle nuove abitazioni, sia pubblici per raggiungere i servizi e gli esercizi di vicinato. Al disopra dei parcheggi è prevista invece una maxi piazza, quale spazio di aggregazione”.

Daniela Fiore
Daniela Fiore

A intervenire anche la consigliera comunale del Gruppo Misto, Daniela Fiore. “Il nuovo Piano di Zona 2032 interviene su uno dei temi più delicati e concreti per la vita delle persone: il diritto alla casa e la qualità dell’abitare. Parliamo di un’area complessa, segnata per anni da degrado e dismissione industriale, che oggi viene ripensata come spazio urbano vivo, capace di integrare edilizia residenziale pubblica, servizi, commercio di prossimità e spazi collettivi. Un intervento che ha una chiara e forte valenza sociale e che risponde a un fabbisogno abitativo reale, documentato e crescente, rivolgendosi a famiglie, giovani, anziani e categorie fragili escluse dal mercato libero”. Così la consigliera sulla proposta di delibera.

Fiore ha espresso voto favorevole. “È un sì che nasce dal riconoscimento del lavoro tecnico svolto, della coerenza del Piano con gli strumenti urbanistici vigenti e della solidità dell’impianto progettuale complessivo. Allo stesso tempo – sottolinea – non può essere un voto meramente formale, ma deve essere accompagnato da attenzione politica e responsabilità”.

Tra i nodi evidenziati dalla consigliera, in primo luogo la fase attuativa del Piano. “Si tratta di un intervento ambizioso e articolato, che prevede comparti e stralci diversi. La complessità va governata con cura, per evitare il rischio di interventi disallineati, opere di urbanizzazione incomplete o tempi non coerenti tra residenze e servizi. Chiediamo quindi all’amministrazione un impegno chiaro nel monitoraggio costante dell’attuazione, garantendo la coerenza complessiva del disegno urbano”.

Centralità anche al tema della piastra ad uso pubblico, cuore simbolico e funzionale del progetto. “È uno spazio pensato come luogo di incontro e socialità, ma formalmente privato e gravato da uso pubblico permanente. La domanda politica è semplice: chi ne garantirà nel tempo la cura, la sicurezza e l’accessibilità? Senza una gestione chiara e un controllo costante, gli spazi collettivi rischiano di diventare luoghi di marginalità invece che di aggregazione”.

Attenzione poi alle opere di urbanizzazione. “La realizzazione diretta da parte dei soggetti attuatori è una modalità legittima, ma delicata. Servono massima attenzione sui collaudi, sulla qualità delle opere e sui tempi di trasferimento al patrimonio pubblico, perché la sostenibilità di un Piano si misura anche nel lungo periodo”.

Sul rapporto tra funzione sociale e componente commerciale, Fiore avverte: “La presenza di commercio e servizi è un valore se resta coerente con la vocazione del quartiere. Va evitato che la componente commerciale diventi dominante o snaturi l’impianto sociale dell’intervento. Qui sarà fondamentale un ruolo attivo dell’amministrazione nelle fasi autorizzative e gestionali”.

Infine, il tema della trasparenza nelle assegnazioni. “I Piani di Zona vivono o falliscono su questo terreno. Prezzi calmierati, requisiti e destinazioni d’uso devono essere rispettati senza ambiguità. Chiediamo massima vigilanza, piena trasparenza e, se necessario, il coinvolgimento del Consiglio nelle fasi di verifica”.

«Il voto favorevole – conclude Fiore – è un voto responsabile, non a scatola chiusa. Riconosce il valore del Piano e allo stesso tempo chiede attenzione, controllo e visione. Perché oggi non stiamo solo approvando uno strumento urbanistico, ma decidendo che tipo di città vogliamo costruire e per chi».

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