NUOVO ATTO INTIMIDATORIO ALLE “ARLECCHINO”: BRUCIATA L’AUTO DI UN RESIDENTE

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Torna la paura ai palazzi Arlecchino, l’area trasformato in piazza di spaccio dal gruppo degli Spinelli: a bruciare un’auto in via Guido Rossa

Dopo qualche mesi apparente calma e con gli arresti di quelli che sono considerati dagli inquirenti i ras dello spaccio, ossia coloro che hanno partecipato attivamente alla cosiddetta stagione delle bombe, le case popolari “Arlecchino” tornano a registrare un nuovo gesto di natura intimidatoria.

Ieri sera, 15 marzo, infatti, è andata a fuoco un’autovettura parcheggiata in via Guido Rossa numero 6, ossia la strada eletta dal gruppo Spinelli come centro dello spaccio e dei loro traffici illeciti.

Ad essere bruciata con un chiaro atto intimidatorio è stata la Fiat 600 di un uomo residente del luogo che peraltro aveva già subito recentemente il danneggiamento lieve di un’altra auto a lui riconducibile.

Ad accorrere sul luogo i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Latina. Sulla natura del gesto non ci sono dubbi: si è trattato di un atto di ritorsione. Prima delle fiamme, qualcuno tra i residenti avrebbe visto avvicinarsi un soggetto, poco dopo in fuga dopo aver appiccato il fuoco. Ad ogni modo, un attimo prima che l’incendio coinvolgesse la Fiat, si sarebbe sentito uno scoppio abbastanza forte. Non è chiaro al momento se si è trattato di una bomba carta lanciata contro l’auto per bruciarla, o se le fiamme hanno provocato il rumore sordo facendo esplodere qualcosa all’interno dell’auto.

Ciò che è certo è che l’auto è stato carbonizzata nella parte anteriore e il danno è ingente. Sembra di essere tornati a qualche mese fa.

Non è la prima volta che qualcuno tra i residenti viene colpito per puro scopo ritorsivo. Infatti, in questi mesi, alcuni abitanti della zona hanno cercato di contrastare lo spaccio dell’area con circostanziate denunce e agevolando il vivere civile delle case “Arlecchino”, tramite l’illuminazione che ostacola i traffici di droga.

A metà settembre, quando la guerra tra spacciatori era già iniziata a colpi di bombe carta, furono lanciate nell’androne del palazzo di Via Guido Rossa, sempre al civico 6, alcune bottiglie molotov.

Successivamente, il 4 novembre, secondo gli inquirenti, sarebbe stato Yuri Spinelli a guidare l’azione intimidatoria con altre molotov in Via Guido Rossa.

Siamo nella notte tra il 3 e il 4 novembre, il gemello Yuri è rimasto solo perché il fratello è in carcere per via della tentata estorsione al noleggiatore di auto. Inoltre, l’Ater, con la collaborazione dei Carabinieri, ha revocato la casa popolare ai fratelli Bevilacqua, sodali degli Spinelli e condannati a dicembre con loro in un medesimo procedimento per spaccio di droga.

Yuri Spinelli, nella notte del 4 novembre, avrebbe agito alle Arlecchino, in un’azione ritorsiva dovuta alla revoca della casa popolare, insieme ad altre quattro persone, solo che l’oscurità non ha permesso di avere una resa chiara delle immagini video-registrate. L’unico ad essere identificato con certezza è Yuri Spinelli: sarebbe stato lui ad innescare le bottiglie tipo molotov. Le telecamere seguono il ventenne sin da quando esce da casa sua situata in tutta altra parte di Latina, fino a quando arriva al civico 6 di Via Guida Rossa, dove si trova l’abitazione revocata ai morosi Bevilacqua. Successivamente, alle ore 1.08 del 4 novembre, vicino al civico 12 di via Guido Rossa, le telecamere installate per fini investigativi riprendono tre accensioni di altrettanti fumogeni segnalatori, come se si dovesse tracciare un percorso nel vialetto che dalla strada conduce all’incendio che sarà innescato.

Alle ore 1.24, dopo un tentativo di accensione non andato a buon fine, la telecamere riprende l’accensione del fuoco sotto il porticato della scala F. Ci sono due soggetti che compiono ben tre accensione vicino alla catasta di legno e un ulteriore che funge da palo. Successivamente, tutti e tre si dirigono verso Via Galvaligi e scappano via. L’incendio danneggia l’impianto elettrico, i vani scale, le cassette postali, l’intonaco delle pareti e la struttura portante. Tutto avrebbe potuto mettere in serio pericolo l’incolumità delle persone residenti.

Peraltro, l’incendio di ieri, 15 marzo, segue quello che ha coinvolto cinque auto in Q4. Una striscia di azioni ritorsive, intervallata anche dall’auto danneggiata al Villaggio Trieste riconducibile a un noto pregiudicato di Latina.

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