La scia di bombe non finisce più a Latina: stavolta ad essere colpita è la casa privata di un uomo che vive alla periferia di Latina
La bomba, scoppiata tra sabato e domenica notte, poche ore dopo che la città era stata di nuovo allarmata dalla deflagrazione del Nicolosi, ha scosso di nuovo la tranquillità dei residenti di un’area di periferia. L’ordigno, simil bomba carta, ha distrutto il terrazzo di una casa privata posta in Via Faggiana 1716, a Borgo Isonzo, non molto lontana dall’ospedale Icot di Latina.
Una stradina di periferia che può essere raggiunta solo se qualcuno deve recarsi in qualche casa, motivo per cui questo nuovo episodio è sicuramente un attentato mirato, volontario e criminale. Destinatario dell’avvertimento è un uomo di 47 anni, che lavora nel mondo della ristorazione. Si tratta del secondo attentato ai danni di un uomo di quell’ambito, dopo l’auto bruciata in Via Chiariello, a fine novembre, sebbene tra i due non dovrebbero esserci collegamenti.
L’ordigno, esploso intorno alle ore 2 di notte, di domenica 28 dicembre, ha sconquassato e divelto le sedie che si trovavano sul terrazzo, la porta, un tavolino e alcuni mobili. L’onda d’urto ha distrutto anche il vetro e la finestra che si trova di fianco all’appartamento obiettivo dell’attentato. Un boato molto forte sentito nell’area residenziale che conta poche case e che è arrivato a segnare la quiete anche di chi si trova all’Icot poiché ricoverato. Infatti, anche dall’ospedale hanno sentito il rumore secco e sordo di una bomba che avrebbe potuto fare danni ancora maggiori dal momento che, sul terrazzo preso di mira, si trova anche una caldaia che, fortunatamente, non è stata interessata dalla deflagrazione.
Sul posto si sono recati gli agenti della Squadra Volante di Latina e a seguire i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Giuseppe Lodeserto. Ad analizzare le tracce dell’ordigno artigianale i poliziotti della Scientifica e anche i Vigili del Fuoco che hanno appurato di come la struttura della casa non sia in pericolo dopo la botta.
Al civico preso di mira in Via Faggiana, abitata anche l’anziana madre del 47enne, svegliata come lui da un boato che ha praticamente squarciato tutto ciò che si trovava sul terrazzino. Un attentato pesante che segue quello del Nicolosi. Ormai è chiaro che a colpire in questo modo non ci sono più solo i due gruppi individuati a settembre: da una parte i giovani emergenti dei palazzi Arlecchino, dall’altra i personaggi della vecchia mala.
Ciò che si assistendo a Latina è una guerra senza esclusioni di colpi, agita all’interno di ambienti composti da personaggi che non hanno scrupoli e che inseguono probabilmente persone le quali, in questi anni, si sono trovati invischiati in affari prima ad appannaggio dei soliti noti. È probabile che chi colpisce vuole indietro qualcosa di cui sente il dovere di reclamare con la violenza oppure vuole una fetta perduta di affari criminali, anche solo quote su faccende passate. Latina ha vissuto una stagione antimafia entusiasmante, ormai spazzata via anche da sentenze dei Tribunali che hanno cambiato il quadro e soprattutto fatto uscire dalle patrie galere diversi personaggi, anche di peso.
Tutte ipotesi, naturalmente, perché le indagini, con questi due ultimi ordigni – Nicolosi e Via Faggiana – si complicano molto. Tutto è iniziato probabilmente a febbraio scorso con la casa di due pregiudicati andata a fuoco in un complesso che si trova sul litorale di Latina. La stagione delle bombe, però, è iniziata il 5 maggio scorso: un ordigno militare fu trovato inesploso in Corso Matteotti davanti all’officina di un uomo legato agli ambienti dello spaccio (se fosse scoppiata, vista anche la posizione centralissima, avrebbe potuto provocare una strage); 11 giorni dopo, il 16 maggio, un conoscente del gestore dell’officina, subisce un attentato con una bomba carta all’ingresso della casa in Via Torre Vittoria, nella zona di Santa Fecitola.
La fine primavera e l’estate passano indenni, ma, a settembre, la città vive i vari botta e risposta della fazione delle case Arlecchino con i personaggi della vecchia mala: il 7 settembre l’ordigno che devasta l’ingresso al civico 10 di Via Guida Rossa (palazzi Arlecchino); 24 ore dopo, l’8 settembre, una bomba distrugge il muretto di una casa privata in via Darsena, dove abita un vecchio personaggio della mala latinense. Il 13 settembre, di fronte ai palazzi Arlecchino, sempre in via Guido Rossa, un ordigno squarta la Smart Fort Two di una donna, di professione A.T.A. in una scuola, fuori dai contesti criminali. Dopodiché, il 18 settembre, un’altra bomba distrugge l’androne di uno dei civici, il 298, che si trovano in Viale Nervi, presso le cosiddette mini vele.
Quest’ultimo attentato sembra porre un freno a tutto, tanto che non succede più niente di rilevante per due mesi, fino a che, a fine novembre, esattamente il 22 di quel mese, scoppia una bomba nel cortile del civico 203 in viale Kennedy. In quel condominio, dopo la deflagrazione, si presenta un personaggio piuttosto noto della malavita pontina, in quanto lì abita un parente stretto. Una settimana dopo, a pochi passi da quel condominio, in via Chiarello, va a fuoco l’auto di un gestore di locale della movida pontina, legato anche a personaggi criminali. Peraltro, in via Chiarello, ci vive la compagna di quel personaggio che si era precipitato dopo la deflagrazione in viale Kennedy.
Ad ogni modo, si arriva, il 27 dicembre, alla bomba che, in Via Corridoni, ha distrutto l’auto dell’operaio rumeno al Nicolosi e poco meno di 24 ore dopo l’ordigno che ha devastato il terrazzo del 47enne in Via Faggiana. Questa, al momento, è Latina. Non proprio un gran biglietto da visita.
