Nuova discarica di Aprilia, il Tar di Latina si è pronunciato anche sul ricorso presentato da Verdi Ambiente e Società APS ONLUS e da Francesca Romana Tintori
Una settimana fa, Il Tar di Latina aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla tenuta Calissoni Bulgari, assistita dagli avvocati Paolo Cecchetti, Lidia Flocco e Sara Teresa Mariani rispetto alla realizzazione della discarica nell’area di Sant’Apollonia, ad Aprilia.
Oggi, 19 marzo, lo stesso Tar – Presidente Donatella Scalia ed estensore Valerio Torano – ha giudicato infondato e rigettato l’altro ricorso presentato dall’associazione Verdi Ambiente e Società-Aps Onlus più Francesca Romana Tintori, rappresentante del Comitato di Via Scrivia, difesi dall’avvocato Giuseppe Libutti.
Lo scorso febbraio, erano stati discussi nel merito, presso il Tar di Latina, i due ricorsi. A discutere anche la società Frales, assistita dagli avvocati Gianlorenzo Ioannides, Harald Massimo Bonura, Francesca e Giuliano Fonderico e la Regione Lazio con l’avvocato Teresa Chieppa in sostituzione di Elisa Caprio. Al centro della discussione la contaminazione del sito. Secondo Frales e la Regione tutti gli aspetti erano stati sviscerati durante la conferenza di servizi e ci sono tutti i pareri favorevoli.
Il Tribunale amministrativo è composto dal Presidente Donatella Scala, a latere l’estensore della sentenza Valerio Torano e la collega Francesca Romano.
Come noto, i ricorsi sono stati presentati contro Regione Lazio e Frales srl al fine di sospendere la realizzazione della discarica di Sant’Apollonia, proposta dalla medesima società Frales srl.
Entrambi i ricorsi chiedevano l’annullamento del cosiddetto Paur, ossia il provvedimento autorizzatorio unico regionale, concesso dalla Direzione Ambientale della Regione Lazio. I motivi del ricorso evidenziavano il possibile pregiudizio ambientale e archeologico dato dalla realizzazione dell’impianto a Sant’Apollonia.
Il progetto presentato dalla società Frales (riconducibile al patron dei rifiuti pontini, Fabio Altissimi) prevede la realizzazione di una discarica di rifiuti, con il proposito di garantire l’autosufficienza dell’Ato di Latina per una capacità utile di abbancamento di circa 940.000 metri cubi di rifiuti per la durata di 10 anni. Il costo totale dell’intervento calcolato è di circa 28 milioni di euro, di cui 22 milioni per la costruzione.
L’istanza, come detto, è stata presentata alla Regione Lazio nel 2024 dal titolare della società Frales srl, Alessandro Spuntoni. L’obiettivo del progetto è ambizioso: realizzare un deposito di rifiuti, ossia una discarica, atta a garantire l’autosufficienza dell’Ato di Latina, al momento, come noto, sprovvista di discarica, nonostante giureconsulti tra sindaci, appelli dalla Regione Lazio e grandi propositi da parte della Provincia di Latina.
Il ricorso del comitato dei cittadini e della società Verdi Ambiente e Aps onlus chiedeva l’annullamento di verse determine della Regione Lazio con la quale era stata rilasciata l’autorizzazione ambientale, in ragione dei vari pareri favorevoli, tranne che quello del Comune di Aprilia e della Soprinentendenza.
I motivi addotti dalle ricorrenti sono stati giudicati infondati o privi di basi. Tra le ragioni sottolineate dalla Frales per il rigetto del ricorso c’è che “non vi sono sul territorio dell’ATO di Latina impianti di discarica in fase di gestione operativa disponibili all’abbancamento di volumetrie di rifiuti, sì che gli scarti di trattamento vengono conferiti fuori della provincia e della regione con ingenti costi”. Senza contare che “l’assenza di impianti di discarica nel Lazio è stata attenzionata dall’Unione europea mediante la procedura di pre-infrazione e “il progetto proposto è conforme al principio di autosufficienza degli ATO”.
Secondo la Frales, inoltre, “la distanza dal sito di case sparse ed altri agglomerati è stata valutata e non ritenuta preclusiva della localizzazione alla stregua dei criteri enunciati dall’allegato A del vigente PRGR, ravvisandosi solo fattori di attenzione progettuale e non fattori ostativi”.
Per il Tar “è pacifico in atti che la decisione di consentire la localizzazione e l’esercizio dell’impianto di Frales s.r.l. è stata assunta dalla conferenza di servizi alla stregua di una valutazione ampiamente discrezionale fondata sulle “posizioni prevalenti” espresse dalle amministrazioni partecipanti e che, mediante l’apposizione di prescrizioni, sia stato tenuto conto delle varie criticità sollevate dai diversi enti intervenuti ed anche dissenzienti”.
A pesare sulla decisione del Tar c’è che “la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Frosinone e Latina ha reso in conferenza di servizi con la citata nota del 14 aprile 2025 un parere negativo, che non è stato però seguito dalla presentazione, da parte del Ministero della cultura, dell’opposizione al Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti della decisione finale della conferenza di servizi”. Per di più “l’area di interesse del progetto, non era attinta non solo da vincolo ma neanche da misure di salvaguardia”.
Rispetto alla presunta contaminazione, “gli atti inclusi nel fascicolo processuale mostrano che il sito prescelto per impiantare la discarica di Frales s.r.l. non è direttamente inquinato e neppure è oggetto di un procedimento di bonifica, non essendovi sovrapposizione fisica – ma solo contiguità – tra l’area oggetto di intervento ed i diversi luoghi attinti da pericolo di contaminazione e con iter procedurale attualmente in corso, che si trovano nei pressi e che in passato erano già coltivati a discarica”. Motivo per cui “ne consegue che non può parlarsi propriamente di un effetto accumulo di plurime conseguenze ambientali sfavorevoli su un medesimo suolo da bonificare, né può applicarsi la specifica disposizione censurata da parte ricorrente”.
Quanto alla specifica situazione dell’ATO di Latina, “è pacifico in atti che vi sia una strutturale deficienza di impianti di discarica, sia perché parte ricorrente non ha individuato quali sarebbero gli impianti attivi sia perché la Provincia di Latina ha fatto presente già in sede di osservazioni all’adottando PRGR, presentate il 14 maggio 2019, che v’è una carenza di discariche e che è necessario che il piano “dia una soluzione a tale questione, affinché ciascun ATO raggiunga la propria autosufficienza”.
“In definitiva, il presupposto stesso dell’avvio e dell’approvazione del progetto di Frales s.r.l., cioè la constatazione che allo stato non vi sono sul territorio dell’ATO di Latina impianti di discarica in fase di gestione operativa disponibili all’abbancamento di volumetrie di rifiuti, è del tutto fuori da ogni possibile contestazione, così come il fatto che il progetto proposto sia pienamente rispondente al principio di autosufficienza degli ATO fatto proprio dal PRGR 2019-2025”. Ecco perché secondo il Tar “rimane quindi confermato che il progetto di Frales s.r.l. non aveva – e ancor oggi non ha – alternative concretamente percorribili”.
