Omicidio per colpa medica alla clinica Città di Aprilia: ad essere imputati due medici accusati della morte di Carmina De Petrillo
Si è discusso oggi, 7 aprile, nell’ambito dell’udienza preliminare, davanti al Gup del Tribunale di Latina, Paolo Romano, il procedimento penale a carico di due medici della Clinica “Città di Aprilia”, accusati della morte della donna di 80 Carmina De Petrillo, deceduta il 10 gennaio 2021 dopo il ricovero per più di dieci giorni nella casa di cura “Città di Aprilia”.
Ad essere imputati due medici chirurghi, rispettivamente un uomo di 41, di nazionalità albanese e e una donna di 47 anni che devono rispondere dell’omicidio con colpa medica della donna.
Secondo gli inquirenti, i due medici avrebbero agito con: “negligenza, imprudenza e imperizia”. A corroborare l’accusa c’è la consulenza medica del professor Marella: l’accusa sottolinea che i due chirurghi avrebbero omesso di ispezionare il sito di inserzione del catetere venoso periferico posizionato il 29 dicembre 2020 sul braccio della donna. I due indagati avrebbero quindi mancato di diagnosticare il sanguinamento in atto e l’anemizzazione da perforazione della vena che si è manifestata con un ematoma il 9 gennaio 2021. Inoltre, i due medici avrebbero omesso di sospendere la terapia anticoagulante così da applicare una fasciatura al braccio della donna.
I famigliari della donna, costituiti come parti civili, sono assistiti dall’avvocato Daniela Cardenia. I due indagati sono difesi dall’avvocato Giuseppina Tenga.
Oggi, il pubblico ministero Marina Marra ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi i medici. Al termine dell’udienza preliminare, il Gup Romano ha assolto la dottoressa di 47 anni in quanto ha visitato la paziente solo quando la situazione era irrecuperabile. Rinviato a giudizio il 41enne Redi Mezini il cui processo per omicidio colposo inizierà il 25 gennaio 2027 dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Ribotta. Un processo che arriva a dibattimento quando la prescrizione è di là da essere raggiunta.
Estromesse come responsabili civili dal processo le due compagnie assicurative dei due due dottori. Saranno invece parti civili i dieci eredi della donna deceduta a gennaio di 5 anni fa.
