MUORE ALL’ETÀ DI 86 ANNI BRUNO LANDI

Bruno Landi
Bruno Landi

Morto a Roma all’età di 86 anni Bruno Landi, esponente di spicco del Partito socialista, presidente della Regione Lazio per due mandati, deputato, ricoprì importanti incarichi istituzionali.

A darne notizia ed esprimere profondo cordoglio è stato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio Simeoni. “La sua lunga militanza pubblica, contrassegnata da anni di impegno istituzionale e politico, resterà nella memoria di chi ha condiviso con lui la passione per la cosa pubblica. Sono certo che il contributo che ha dato negli anni, a livello regionale e nazionale, rimarrà indelebile. Mi resta certamente la sua preziosa amicizia, la sua intelligenza acuta, la sua straordinaria abilità nella mediazione. In questo momento di dolore mi stringo a Cristina e ai suoi cari”. I funerali si svolgeranno martedì mattina alle 11 nella chiesa di San Giovanni Battista de la Salle a Roma.

“Dopo Vincenzo Rondoni – scrive sul suo blog, Giorgio Libralato, tecnico di famiglie e comitati che hanno lottato per anni contro la discarica di Borgo Montello – è morto anche Bruno Landi. Dei 3 imputati di un processo iniziato 21 anni fa (nel 2005) resta il solo Colucci Nicola. Il processo al Tribunale di Latina dopo troppi rinvii riprenderà il 24 marzo. Si riuscirà ad arrivare ad un giudizio prima di quello divino? Esisterà mai un minimo di giustizia per Monte Inferno?

Se per la morte di Rondoni dell’8/08/2023 (già assessore al comune di Latina con il sindaco Finestra) c’era stato il cordoglio dell’amministrazione comunale di Latina, se per Landi ci sarà quello della regione (e probabilmente non solo) in quanto presidente della stessa per due mandati, per le vittime incolpevoli del disastro ambientale di Borgo Montello che continua a seminare malattie le stesse Istituzioni sono rimaste in silenzio. Nel passato lo hanno permesso questo disastro. Allo stesso modo non hanno attuato la gestione post mortem e nemmeno la bonifica che potrebbe ridurre gli effetti nefasti di una condotta criminale in quella che Carmine Schiavone definiva “provincia di Casale”.

Il processo vedeva alla sbarra Bruno Landi, all’epoca dei fatti dirigente di Ecoambiente (gestore di parte degli invasi della discarica di Montello), e l’imprenditore Nicola Colucci. Ammessi come parti civili diversi cittadini che abitano di fronte alla discarica, tra cui la famiglia Piovesan (oggi in aula era presente Carla Piovesan), oltreché a Regione Lazio, Comune di Latina, Associazione Acqua Pulita, Legambiente e un comitato civico.

L’accusa contesta il reato permanente di “adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari”, vale a dire, in sostanza, l’inquinamento della falda che scorre sotto le aree gestite da Ecoambiente srl. Le indagini sulla falda millenaria di Borgo Montello sono iniziate nella prima decade degli anni Duemila, con un incidente probatorio risalente al 2007, per poi proseguire, tramite altri passaggi, al rinvio a giudizio dei coimputati nel 2014 con la prima udienza del processo fissata e svolta il 16 giugno del 2015.

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