Accusate di omicidio colposo di una bambina di tre anni: alla sbarra due medici e una infermiera dell’ospedale San Giovanni di Dio a Fondi
I fatti di questa straziante vicenda iniziano all’ospedale San Giovanni di Dio quando, nel 2014, una madre dà alla luce una bambina. La neonata presenta da subito condizioni precarie, dal momento che, nel gergo medico, ha subito quella che viene denominata “asfissia sine asfissia”.
I genitori denunciano tutto alla Procura di Latina che, nel 2017, chiude le indagini per lesioni colpose solo che, in quel frangente, la bambina che ha compiuto tre anni muore. Il capo d’imputazione cambia e vengono indagate per omicidio colposo una ginecologia, un’anestesista e una infermiera. Secondo la Procura la morte è stata provocata da due fattori: il primo è che la struttura ospedaliera del San Giovanni di Dio non è di terzo livello e non si può far partorire una donna; la seconda evenienza è che vi sarebbero stati manovre inopportune dopo la nascita della bambina che hanno causato le complicazioni sanitarie.
Il processo per le tre imputate, assistite dagli avvocati Lorenzo Magnarelli, Claudia Magliozzi, Raffaele Gagliardi e Nadia Stravato, si svolge davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano Molinaro. Oggi, 27 maggio, è stato escusso il consulente medico della difesa: il professore dell’università di Tor Vergata, Domenico Arduini.
Secondo il professore, non ci sarebbe nesso causale tra il parto naturale e le condizioni sanitarie precarie della bambina. Inoltre, al San Giovanni di Dio era possibile svolgere un parto, nel senso che vi erano strutture e competenze adeguate.
Il processo, che deriva da una inchiesta firmata al pubblico ministero Giuseppe Bontempo, riprenderà il prossimo 10 giugno. Una vicenda molto drammatica per cui si sono costituiti parti civili i nonni della bambina defunta. Sul procedimento penale aleggia la prescrizione.
