MORÌ SCHIACCIATO DAL CEMENTO ARMATO NEL CANTIERE A CISTERNA: DATORE DI LAVORO PATTEGGIA, GLI ALTRI RINVIATI A GIUDIZIO

eliambulanza

Perse la vita a Cisterna in un cantiere: si è svolta l’udienza preliminare per i quattro indagati dell’omicidio colposo dell’operaio di 53 anni

Il decesso di Massimo Pietrosanti avvenne il 9 luglio 2021 all’interno dell’ex Green Line, in un cantiere in località Le Castella, in Via Bufalareccia.

Vani i tentativi di soccorso da parte dei sanitari del 118 e di un’eliambulanza Pegaso. Il 53enne morì schiacciato da un pannello di cemento mentre lavorava alla ristrutturazione della struttura ricettiva.

Sul posto, intervennero la Polizia Locale e gli ispettori del lavoro per i necessari accertamenti. Le indagini furono affidate al sostituto procuratore di Latina Martina Taglione che dispose l’esame autoptico sulla salma dell’uomo. L’accertamento tecnico fu eseguito dal medico legale Maria Cristina Setacci.

Oggi, 26 novembre, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, i quattro indagati per l’omicidio colposo dell’uomo hanno avuto l’esito del loro giudizio. Ad essere indagati il coordinatore dei lavori sul cantiere che operava per la ditta in regime di subappalto, il coordinatore per l’esecuzione del cantiere edile, il legale rappresentante della ditta affidataria dei lavori e il datore di lavoro di Massimo Pietrosanti, i cui famigliari si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Gianni Lauretti.

Il pubblico ministero Antonio Sgarella ha chiesto il rinvio a giudizio per tre degli indagati, mentre il datore di lavoro, 60 anni, Renato Carè, difeso dall’avvocato Valentino Leone, ha patteggiato la pena a 2 anni di reclusione. Alla fine il Gip Cortegiano ha rinviato a giudizio gli altri tre imputati – rispettivamente 63, 64 e 64 anni -, di cui due difesi dall’avvocato Luca Giudetti e uno dall’avvocato Alessandro Paletta. Il processo inizierà il 6 ottobre 2025 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Paolo Romano.

I quattro sono accusati di non aver vigilato sul cantiere, avendo agito con negligenza, imperizia e imprudenza, nonché violando le norme sulla sicurezza dei lavoratori.

Il coordinatore dei lavori ha omesso, secondo l’accusa, di dettagliare nel piano di sicurezza l’ordine delle demolizioni, le procedure, i materiali da utilizzare, le attrezzature da lavoro necessarie.

L’accusa sostiene che Pietrosanti nel tentativo di rovesciare nel box la parte di parere da demolire è stato investito dal cemento armato che ha causato il suo decesso. Schiacciato e morto per insufficienza respiratoria.

Articolo precedente

UCCISA DAL MARITO: ARRESTATO 93ENNE A TERRACINA

Articolo successivo

RACCOLTA DIFFERENZIATA: “OLTRE 1 MILIONE PER CINQUE COMUNI PONTINI”

Ultime da Giudiziaria