MORÌ PER UN MALORE A 21 ANNI: A PROCESSO I DUE MEDICI ACCUSATI DI AVER TRASCURATO LA SUA SALUTE

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Morì nel suo letto tre anni fa, fissate le date di udienza per i due medici accusati di aver trascurato la condizione di Mario Valerio

Fu una triste notizia per le due comunità di Formia e Gaeta, la morte del 21enne Mario Valerio, il pugile di Formia deceduto il 17 agosto 2019 dopo un malore, poi diagnosticato come un’aritmia ventricolare. Il giovane era affetto da una fibrosi cardiaca.

Tuttavia, a volerci vedere chiaro, è stato il sostituto procuratore di Cassino, Alfredo Mattei, che ricostruì tutta la vicenda fino ad arrivare ad accusare un medico cardiologo e un medico dello sport, oggi imputati, di aver causato la morte di Valerio.

Sarebbe stato il cardiologo, difeso dall’avvocato Andreozzi, a fare al giovane formiano un elettrocardiogramma da sforzo e al contempo il medico dello sport, assistito dall’avvocato Di Gabriele, a firmare il certificato di idoneità all’attività sportiva. Secondo l’accusa, però, vi fu una mala interpretazione dello stato di salute del giovane che presentava anomalie. Non aver predisposto altri accertamenti avrebbe fatto sì che non fosse rivelata la fibrosi cardiaca.

Peraltro, secondo la Procura, i risultati delle analisi risalivano a due anni prima rispetto al rilascio del certificato di idoneità sportiva avvenuto nel 2019.

A maggio scorso, il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino, Claudio Marcopido, aveva rinviato a giudizio entrambi i medici. Il prossimo 28 dicembre ci sarà la prima udienza per nominare il perito per la trascrizione; a marzo inizierà il vero e proprio dibattimento con l’esame dei testimoni.

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