I dati dell’Ecoforum provinciale di Legambiente sullo stato della raccolta dei rifiuti nel Lazio meridionale collocano il Comune di Monte San Biagio al quarto posto tra i comuni della provincia di Latina, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 77,24%.
“Si tratta – spiega il gruppo consiliare d’opposizione di “Liberi e Uniti” – di un risultato apprezzabile, che attesta la qualità del lavoro svolto dagli uffici comunali, dal personale della Multiservizi e, soprattutto, il senso di responsabilità dimostrato dalla cittadinanza. Ma è proprio questo dato incoraggiante a suggerire una riflessione più ampia sugli effetti complessivi del sistema di gestione dei rifiuti: in particolare, sotto il profilo economico.
Infatti, a fronte di un incremento della raccolta differenziata di circa il 13% rispetto al 2023 — anno precedente all’introduzione della tariffa puntuale — non si registrano ancora benefici apprezzabili in termini di riduzione della pressione tariffaria. Se è vero che la determinazione delle tariffe risponde a equilibri complessi e a vincoli normativi e finanziari stringenti, è altrettanto evidente che permangono fattori che incidono in modo significativo sulla sostenibilità del sistema.
Tra questi, assume particolare rilievo il fenomeno dell’evasione della TARIP. Per l’annualità 2026, a fronte di una previsione di entrata pari a circa 1.300.000 euro, risultano crediti di dubbia esigibilità per circa 405.000 euro. Ciò significa che, nell’anno 2025, quasi un terzo delle somme accertate non è stato effettivamente riscosso. In altri termini, come sempre accade, il costo dell’evasione finisce per gravare su chi rispetta le regole.
A fronte di un livello di raccolta differenziata ormai consolidato e soddisfacente, appare quindi necessario orientare l’azione amministrativa verso una più equa distribuzione del carico tariffario, secondo criteri di gradualità e sostenibilità. E, soprattutto , di giustizia sostanziale: chi osserva le regole non può essere penalizzato dall’inadempienza altrui. Garantire che tutti contribuiscano rappresenta, pertanto, la condizione essenziale per rendere il sistema più stabile e più giusto.
Ma il tema del recupero dell’evasione va affrontato con equilibrio e discernimento. Occorre, infatti, distinguere con chiarezza i cittadini che versano in condizioni oggettive di difficoltà economica da quelli che, pur avendone la possibilità, non adempiono. Se nei confronti di questi ultimi appare coerente attivare efficaci azioni di recupero, nei confronti dei primi è doveroso prevedere adeguati strumenti di sostegno.
Proprio in tale quadro si colloca l’opportunità di definire criteri chiari e trasparenti per l’accesso a esenzioni e riduzioni tariffarie; e, contestualmente, valutare strumenti integrativi di partecipazione, quali il partenariato sociale pubblico-privato, già noto come “baratto amministrativo”. Si tratta di un istituto previsto dal Codice dei Contratti Pubblici, che consente di compensare tributi locali mediante prestazioni lavorative o servizi di utilità collettiva. Il Consiglio di Stato (parere n. 823/2020,) lo ha positivamente valutato come “rimedio significativo” per fronteggiare i vincoli di bilancio e promuovere una governance più inclusiva e radicata nel territorio.
Se adeguatamente regolamentato, questo modello può costituire un efficace punto di equilibrio tra rigore finanziario, equità sociale e responsabilità civica. Se rivolto a soggetti appartenenti a fasce reddituali più deboli, individuate sulla base di criteri oggettivi e verificabili, esso consentirebbe loro di contribuire concretamente alla cura del bene comune — attraverso attività di manutenzione del verde pubblico, di piazze, strade ed edifici — in alternativa al pagamento del tributo.
In definitiva, i risultati conseguiti nella raccolta differenziata dimostrano che la comunità di Monte San Biagio ha saputo compiere un passo avanti significativo. Ora, con la medesima serietà, è necessario consolidare tali traguardi rafforzando equità, responsabilità e coesione sociale, affinché l’efficienza del servizio si accompagni a una più giusta distribuzione degli oneri”.
