Accusato di maltrattamenti contro la madre, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale: si è concluso il processo
Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda, ha condannato per maltrattamenti nei confronti della madre, alla pena di 2 anni e 6 mesi, un giovane di 25 anni di Fondi, assistito dall’avvocato Vincenzo Buffardi. Al termine della requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 2 anni di reclusione, mentre il giudice ha comminato una pena che prevede un anno di libertà vigilata. La difesa, invece, ha chiesto l’assoluzione per l’imputato.
Tra le accuse a carico del giovane c’erano le minacce alla madre convivente ella sorella con frasi esemplificative della sua violenza: “Vi ammazzo, andate via da questa casa, qua comando io…ve ne dovete andare da casa, vi spaccio il muso, mi dovete dare i soldi”. Inoltre, in più di una circostanza il 25enne avrebbe colpito con calci e pugni oggetti, mobili, porte della casa, oltreché a staccare la corrente elettrica e chiudere il rubinetto dell’acqua e il contatore del gas.
Il 28 novembre 2024, il 25enne, dopo aver sottratto il telefono alla sorella, avrebbe minacciato lei e la madre dicendo: “Vi spacco il muso”.
Il giovane doveva rispondere anche di aver danneggiato il pomello della porta della sala d’attesa della Tenenza dei Carabinieri una volta condotto lì dai militari il 28 novembre di due anni fa quando si scatenò la lite individuata come apice dei comportamenti violenti. Senza contare che il giovane avrebbe offeso i Carabinieri: “Vi saltare con le bombole, vi manderò Pesciolino che lui sa come fare con le bombole, questa è l’Italia e non valete un cazzo, state abusando dei vostri poteri, non potete arrestarmi, mi avete solo sequestrato, vi faccio saltare tutti quanti, mi ricordo di tutti voi, dite al Capitano che gli faccio saltare la macchina”. Azioni e parole che hanno portato alla condanna odierna del 25enne.
