MINACCE E BOTTE FINO AL TRAUMA CRANICO: UN ARRESTO E UN ALLONTANAMENTO PER 2 UOMINI VIOLENTI

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Latina: perseguitano le partner. Un arresto e un allontanamento dalla dimora familiare da parte dei poliziotti della Squadra Mobile

La Polizia di Latina, con il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Latina guidata dal Procuratore Capo Giuseppe De Falco e dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza, prosegue nella propria attività di tutela delle fasce deboli.

Nel pomeriggio di ieri, i poliziotti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Latina, traendo in arresto il pregiudicato A.L. classe ’75.

L’arresto operato dai poliziotti della Squadra Mobile è conseguente a una vicenda occorsa nel marzo del 2019. All’epoca la compagna dell’uomo denunciò di essere vittima di ripetute violenze, subite da anni, che in una circostanza l’avevano costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso; ai sanitari aveva però riferito che le lesioni erano dovute ad un incidente domestico.

Nel corso della denuncia la donna aveva inoltre specificato di essere stata a più riprese minacciata anche con le armi dal fidanzato, il quale in una occasione giunse addirittura a colpirla in testa con il calcio di una pistola.

Immediatamente per la donna ed i suoi figli venne applicato il previsto protocollo di tutela, trasferendola presso una dimora protetta al fine di salvaguardarla dalle azioni del compagno.

Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Latina a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

Sempre nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione ad un’altra ordinanza di applicazione dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla parte offesa nei confronti di M.C., classe ‘63.

L’attività di indagine ha avuto origine a seguito della denuncia sporta dalla ex moglie dell’uomo, che aveva dichiarato come l’uomo si fosse reso responsabile nel tempo di una serie di atti persecutori, che andavano dalle ingiurie, alle minacce e alle lesioni personali, cagionandole in una occasione un trauma cranico e altre lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

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