MIASMI E RIFIUTI: SEQUESTRATO L’IMPIANTO ACEA (EX KYKLOS) AD APRILIA

Blitz da stamani per qualche ora all’ex Kyklos di Aprilia. Sul posto, in via Ferriere Nettuno, si sono recati i Carabinieri Forestali e del Reparto Territoriale

Presso l’azienda è arrivata anche la procuratrice aggiunta di Latina Luigia Spinelli. Presente anche la polizia del commissariato di Aprilia che ha identificato diversi manifestanti che stavano presidiando l’area dello stabilimento, da tempo finito nel mirino per miasmi e odori nausebondi.

L’impianto è stato posto sotto sequestro ed è stato nominato un amministratore giudiziario dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, su richiesta dei sostituti procuratori Giuseppe Miliano e Giuseppe Bontempo. Quattro i capi d’accusa contestati a causa delle puzze che hanno reso difficile la vita ai residenti. Tra le accuse anche l’inquinamento e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali.

A fine ottobre, i Carabinieri del Nipaaf e i tecnici dell’Arpa erano tornati nell’impianto Acea in località “Cossira” per continuare, su mandato dell’autorità giudiziaria, le indagini sugli scarichi e sull’inquinamento dell’area di Via Ferriere. L’Arpa ha prelevato alcuni campioni di terreno e rifiuti liquidi prodotti dall’attività della struttura che lavora i rifiuti organici. All’attenzione degli inquirenti, c’è il possibile inquinamento generato da un non corretto trattamento dei rifiuti.

Precedentemente, i militari del NIPAAF del Gruppo Forestale di Latina, a seguito di ripetute segnalazioni inerenti a forti odori molesti e miasmi provenienti dall’insediamento industriale, preposto al trattamento dei rifiuti solidi urbani, hanno svolto, a partire dal mese di agosto 2025 in poi, diverse attività di indagine. Si tratta, come detto, dell’impianto Acea, o ex Kyklos, già in passato coinvolto in vicende di inquinamento.

Nel corso delle attività dei Carabinieri, sono già emerse diverse violazioni in ambito ambientale riconducibili allo scarico non autorizzato sul suolo di reflui originati dal processo produttivo che si estrinseca nel trattamento di rifiuti organici, alla mancata adozione di sufficienti ed efficaci sistemi diretti all’abbattimento delle esalazioni maleodoranti provenienti dall’impianto nonché alla non corretta gestione di rifiuti speciali.

L’attività di indagine ha portato anche al sequestro dei registri di carico e scarico al fine di tracciare le quantità di percolato smaltito dall’azienda nonché allo svolgimento di accertamenti tecnici irripetibili come i campionamenti sia dei reflui industriali che del suolo con lo scopo di accertare un’eventuale contaminazione dei luoghi. Allo stato si è proceduto a deferire all’Autorità Giudiziaria l’Amministratore delegato dell’azienda e il direttore dell’impianto.

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