Viola il divieto di avvicinamento all’ex marito: arrestata dalla Polizia di Stato, oggi l’udienza del suo processo
A fine febbraio scorso, la Polizia di Stato, nell’ambito delle costanti attività di verifica dei dispositivi elettronici utilizzati per il controllo dei soggetti indiziati di reati di stalking e maltrattamenti, l’aveva arrestata. Si tratta di una donna messicana, classe 1976, A.L.S. (le sue iniziali), responsabile della violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento alla persona offesa.
La donna era destinataria della misura cautelare del divieto di avvicinamento, con applicazione del dispositivo elettronico di controllo, nell’ambito di un procedimento penale risalente al 2024 che vede come persona offesa l’ex marito, un uomo nato nel 1945.
Erano stati gli operatori della Sala Operativa a rilevare un avvicinamento al dispositivo in uso all’uomo e avevano immediatamente inviato sul posto le pattuglie della Squadra Volante per verificare la situazione.
Gli agenti avevano accertato che la donna si trovava sul pianerottolo dell’abitazione dell’ex coniuge, chiedendo insistentemente di poter entrare. Raggiunta dagli operatori, la stessa appariva in stato confusionale; pertanto, era stata inizialmente accompagnata presso una struttura ospedaliera per accertamenti sanitari e successivamente condotta in Questura per le procedure di rito.
Considerata la vigenza delle misure cautelari a suo carico e la flagranza della violazione, la donna era stata arrestata e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, trattenuta presso le camere di sicurezza della Questura, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Oggi, 1 aprile, la donna, tuttora detenuta, è comparsa davanti al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, per rispondere, da imputata, del reato di maltrattamenti ai danni del marito.
È stato proprio l’uomo a dover testimoniare esaminato dal pubblico ministero Giuseppe Aiello e dall’avvocato difensore. L’uomo, persona offesa, ha cercato di sminuire quanto denunciato nella sua querela nei confronti della moglie. Ha confermato, tuttavia, le minacce di morte (“Ti ammazzo”), tramite anche un coltello: “Litigavamo per le patate francesi”, ha detto l’81enne, visibilmente in difficoltà a dover ricordare aspetti della sua vita.
Nel corso della loro convivenza a Latina, sarebbero stati diversi gli episodi di maltrattamenti. “In molte occasioni, mi ha discreditato davanti ai condomini. Mi diceva “sei un ladro” e altre parolacce”. Ad ogni modo, l’uomo ha rimesso la querela, ammettendo: “Se dicessi la verità su quello che mi faceva, sarebbe molto più pesante”.
In uno dei passaggi più significativi dell’udienza, l’uomo ha ammesso che più volte è finito in ospedale perché picchiato dalla donna: “13-14 volte sono dovuto andare in pronto soccorso”. Pestaggi che sarebbero avvenuti in un lasso temporale dal marzo 2019 al luglio 2024. In più casi, la donna avrebbe minacciato l’uomo di chiamare qualcuno di pericoloso e farlo picchiare.
Il processo è stato rinviato al prossimo 12 maggio quando ci sarà la discussione e l’eventuale sentenza finale.
