Tratta di cani a Cisterna di Latina: ascoltati come testimoni i Carabinieri Forestali che hanno spiegato le investigazioni svolte
Prendevano i cuccioli indesiderati, dopodiché attribuivano loro una razza, per poi piazzarli su siti di e-commerce come “marketplace” o “subito” spacciandoli per quelli non erano. Le persone o le famiglie che acquistavano cuccioli spacciati per Chihuahua, Pincher o Maltesi si ritrovavano così a constatare dopo qualche tempo di aver comperato a prezzi tra gli 80 e i 100 euro cani di taglia più grande e di certo non di razza.
È questo, in sintesi, il resoconto reso davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Pierluigi Taglienti, da due Carabinieri Forestali del Nipaaf di Latina escussi in qualità di testimoni e chiamati a relazionare rispetto alla loro attività investigativa. I fatti sarebbero risalenti al 2018 e i reati di frode nell’esercizio del commercio e allevamento e introduzione illecita di animale di compagnia sono destinati a prescriversi a breve.
Secondo l’accusa, una famiglia di Cisterna – il padre, i due figli e la compagna di uno dei due – avrebbero consegnato per 170 euro un cane meticcio asserendo invece trattarsi di uno Yorkshire Toy. Il processo è stato rinviato al 10 novembre.
I Forestali hanno ascoltato anche alcune delle famiglie turlupinate. Persone provenienti da Frosinone e addirittura da Trento che avevano visto su Internet gli annunci e si sono fidati della buona fede dei venditori.
