MANUELA ARCURI NELLA BUFERA DOPO L’OMAGGIO A PUPETTA MARESCA

Pupetta Maresca e Manuele Arcuri sul set della fiction dedicata alla donna che sfidò Cutolo. "Se per Nuova Famiglia si intende tutta quella gente che si difende dallo strapotere di quest'uomo - disse Maresca nella conferenza stampa del 1982 - allora mi ritengo affiliata a questa organizzazione"
Pupetta Maresca e Manuele Arcuri sul set della fiction dedicata alla donna che sfidò Cutolo. "Se per Nuova Famiglia si intende tutta quella gente che si difende dallo strapotere di quest'uomo - disse Maresca nella conferenza stampa del 1982 - allora mi ritengo affiliata a questa organizzazione"

L’attrice e showgirl di Latina Manuela Arcuri omaggia su Instagram Pupetta Maresca, la donna boss della camorra napoletana deceduta a fine anno

Finisce nella bufera Manuela Arcuri per un post sul suo profilo Instagram con cui ha voluto ricordare Assunta Maresca, detta Pupetta, la donna morta il 30 dicembre 2021 e nota in vita come una lady camorra la quale riuscì a sfidare, in una ormai famosa conferenza stampa indetta nel 1982 (nel mezzo della cruenta guerra tra la Nuova Camorra Organizzata e la Nuova Famiglia), persino Raffaele Cutolo all’apice della sua forza criminale.

“Assunta Maresca – ha scritto Manuela Arcuri – una donna cobraggiosa, forte, senza paura, agiva di impeto… sbagliando più volte: “Ho pagato con le mie lacrime le mie scelte!” Così racconta la sua tormentata vita, che io nel 2013 ho interpretato in una delle mie fiction di maggior successo. Addio Pupetta RIP”.

Un epitaffio celebrativo della Arcuri che ha subito una pioggia di critiche dagli stessi follower dell’attrice pontina che le hanno rinfacciato di non conoscere la storia e le hanno suggerito di vergognarsi con tanto di insulti e sberleffi. “Questo post è una vergogna per tutte le vittime di camorra di quegli anni, sia causate dalle sue decisioni sia quelle che innocentemente sono cadute per la sua sfida contro Cutolo – scrive un utente. “Ma tutto apposto Manue’!?! – commenta un altro follower – Ma lo sai che era una camorrista?”. “Vergognati e studia“, dichiara lapidario un altro profilo sotto il post dell’Arcuri. E ancora giù con altri commenti più o meno dello stesso tenore, se non più forti e coloriti.

E, in effetti, per l’attrice pontina una gaffe non di poco conto, nonostante la serie televisiva da lei stessa interpretata e ispirata alla Maresca. Si chiamava Pupetta – Il coraggio e la passione, la mini-fiction di quattro puntate andata in onda su per Canale 5 nel 2013,  per la regia di Luciano Odorisio: una versione che Wikpedia definisce “romanzata nella quale Manuela Arcuri interpreta Assunta Marico, chiaramente ispirata alla figura della Maresca”. Per molti, invece, una vera e propria agiografia di una donna che, al di là di ogni disputa sul termine camorrista (il legale della Maresca ha già minacciato querela verso chiunque appelli la Maresca come una camorrista), è stata condannata a 13 anni e 4 mesi  per omicidio, compiuto con un’arma da fuoco nei confronti dell’ex testimone di nozze Antonio Esposito, detto Totonno ‘e Pomigliano, reputato da lei come mandante dell’assassinio del marito: il boss Pasquale Simonetti detto Pascalone ‘e Nola.

Inoltre, Pupetta Maresca fu accusata di essere la mandante dell’omicidio di Ciro Galli (uomo di Raffaele Cutolo), ucciso nel 1981 per vendetta trasversale e di Aldo Semerari, il criminologo e psichiatra che aveva dichiarato pazzo Cutolo e in contatto con la Banda della Magliana. Due accuse da cui uscì intonsa, sebbene nel 1986 la sezione misure di prevenzione del tribunale di Napoli stabilì che Pupetta Maresca apparteneva alla camorra come affiliata alla Nuova Famiglia, la fazione, composta da clan quali i Licciardi, i Mallardo, i Giuliano, i Vollaro, i Bardellino ecc., che sconfisse la NCO di Cutolo.

Insomma, considerata la sua storia, l’attrice è stata bollata dal mondo dei social e il giudizio è unanime: poteva risparmiarsi il ricordo di una donna – il succo dei commenti – a cui è difficile accostare i termini di “coraggio” e “forza”.

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