Dopo essere finiti nella lista di “proscrizione” del vice presidente della Camera Fabio Rampelli che li accusa di non aver celebrato il Giorno del Ricordo, i docenti del Galieli-Sani di Latina prendono posizione con un documento
È una delle scuole finite nell’interrogazione parlamentare del vice presidente della Camera, Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), perché, a suo dire, non avrebbe onorato il Giorno del Ricordo, ossia la giornata la giornata di commemorazione degli italiani morti nella tragedia delle foibe.
Un tema caro alla destra, tanto che spesso viene agitato come un baluardo e strumentalizzato. Ad ogni modo, il collegio dei docenti dell’istituto Galilei Sani ha sottoscritto un documento, firmato anche dalla dirigente Marina Palumbo, per prendere posizione a riguardo, respingendo le critiche di Rampelli.
L’iniziativa è firmata da dieci deputati e nasce dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI) che vuole accertare eventuali responsabilità all’interno del sistema scolastico. La ricorrenza, istituita con una legge del 2004, punta a preservare la memoria di una delle pagine più complesse e dolorose del Novecento, promuovendo eventuali attività didattiche e momenti di riflessione. Il ministero, ogni anno, invita le scuole a organizzare iniziative coerenti con questo spirito, senza, però, che vi sia una imposizione o un obbligo.
Nel testo dell’interrogazione vengono citati alcuni istituti, da Chieti a Latina, fino a Bologna e Catania, e si fa riferimento a un elenco complessivo di 41 scuole considerate inadempienti. Tra queste figurano, ad esempio, il liceo classico G.B. Vico e lo scientifico Filippo Masci di Chieti, i licei Dante Alighieri e Grassi e l’istituto Galileo Galilei di Latina, l’istituto Crescenzi Pacinotti Sirani di Bologna e l’istituto d’istruzione superiore Vaccarini di Catania. Secondo quanto sostenuto da Fratelli d’Italia, in questi istituti, insieme a molte altre scuole, “sarebbero stati totalmente ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato”. Nell’interrogazione si precisa che la denuncia si basa su “testimonianze raccolte”.
I docenti del Galileo Sani sottolineano di aver inserito programmi che hanno ripercorso le vicende delle foibe e del conseguente esodo giuliano-dalmata. Quindi, non è vero che vi è stata omissione sul tema. Spiegano di aver trattato “argomenti finalizzati al patrimonio storico, culturale, artistico e letterario della Repubblica Italiana senza pregiudizi etnici e politici”.
Inoltre “le coscienze dei cittadini vengono formate attraverso lo studio degli eventi storici, in un percorso continuo fatto di dibattiti e riflessioni sugli eventi odierni messi a confronto con il passato, e non attraverso la partecipazione concorsuale che potrebbe essere vista come una gara con il solo fine di primeggiare sugli altri”.
