La Regione Lazio ha pubblicato ieri l’elenco aggiornato delle botteghe e attività storiche nel quale sono state inserite anche le 35 botteghe, attività, fiere e mercati storici dei Comuni che – assistiti dall’Associazione Nazionale Ambulanti – avevano svolto i “Censimenti” entro il 31 ottobre del 2024.
Si tratta dei Comuni di Lenola, Roccagorga, Castrocielo, Colle S. Magno, Roccasecca e Cave, che si aggiungono agli altri Comuni che già avevano ottenuto i riconoscimenti nel 2023: Aquino, Cori, Formia e Gaeta come previsto dal “Testo Unico del Commercio” e dalla Legge Regionale n. 1/2022 istitutiva delle “Botteghe Storiche”.
ANA-UGL ringrazia i Sindaci, gli Assessori, i Dirigenti e funzionari dei Comuni che hanno correttamente recepito la norma ed hanno permesso questo importante riconoscimento a ben 12 tra fiere e mercati storici delle Provincie di Latina, Frosinone e Roma di cui è stata accertata una anzianità superiore a cinquanta anni.
Sono state riconosciute come botteghe storiche – con una storicità che per alcune di loro giunge persino agli inizi del ‘900 – ben 35 attività di cui 1 a Lenola, 17 a Roccagorga, 1 a Castrocielo, 2 a Colle S. Magno e 13 a Roccasecca e 2 a Cave.
Grazie alla preziosa collaborazione di storici e privati cittadini che custodiscono atti e foto storiche dei loro Comuni abbiamo potuto preparare le schede per ottenere dalla Regione Lazio il riconoscimento dei seguenti mercati e fiere:
LENOLA – Mercato Settimanale – storicità dall’anno 1690
Fiera di San Giovanni Battista – storicità dall’anno 1599
Fiera di S. Rocco – storicità dall’anno 1599
ROCCAGORGA – Mercato settimanale – storicità dal 1950
Fiera dei Prati – storicità dal 1948
Fiera Ponte la Boccetta – storicità dal 1920
CASTROCIELO – Fiera Festa del Bacio delle Madonne – storicità dal 1300
Fiera di S. Lucia – storicità dall’anno 1746
COLLE S. MAGNO – Fiera del Bacio delle Madonne, storicità dal 1300
Fiera di S. Rocco – storicità dal 1970 circa
ROCCASECCA – Mercato settimanale – storicità dal 1582
CAVE – Mercato settimanale – storicità dal 1906
“Rammentiamo che obiettivo dei Comuni non era solo di ottenere dalla Regione Lazio il marchio di botteghe/attività/fiere e mercati storici l’inserimento nell’elenco regionale ma è anche quello di accedere ai finanziamenti per valorizzare, promuovere e tutelare il tessuto commerciale storico, gli antichi mestieri delle nostre città e borghi affinchè non si disperda questo enorme patrimonio che appartiene alle nostre tradizioni secolari ed alla nostra cultura.
Le fiere di sui si è stata attestata la loro storicità fondano la loro nascita al culto ed ai riti religiosi in favore di Santi e delle Madonne.
I mercati hanno radici antichissime, secolari, in alcuni casi millenarie. Trovano origine persino nei Fori della Roma Imperiale e nelle piazze dei Borghi d’Italia in cui si vendevano anticamente le terraglie, i cesti, i vimini, gli animali ed altri prodotti, alimentari e non, che soddisfacevano le necessità di comunità che attendevano gli ambulanti per le loro necessità di approvvigionamento e/o per vivere momenti di festa e di socialità.
I mercati e le fiere sono sempre stati luoghi di vita e di incontro tra le persone, in cui si sviluppano le relazioni umane, gli scambi culturali, in cui si respirano i profumi delle merci esposte e si vive la magia dei colori e della
vivacità delle bancarelle. Così, nei secoli e fino ad oggi, hanno reso vive le strade e le piazze dei nostri borghi e delle nostre città.
Ecco perché l’inserimento dei 12 mercati e fiere nell’Elenco Regionale delle Botteghe storiche del Lazio e l’ottenimento del marchio di storicità costituisce un riconoscimento che rafforza ed avvalora la decisione dell’UNESCO che il 26 aprile 2006 ha già proclamato ed inserito i mercati e le fiere d’Italia nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale, come capolavori immateriali del patrimonio del patrimonio culturale dell’umanità
Nei prossimi giorni ANA-UGL promuoverà un incontro con tutte le Amministrazioni Comunali coinvolte per coordinare le iniziative di valorizzazione e promozione e per illustrare le modalità per accedere ai contributi diretti da parte della Regione Lazio alle botteghe ed attività storiche inserite nell’elenco regionale”.