LE MINACCE AI CARABINIERI COSTANO I DOMICILIARI A “CHA CHA”, GIP: “CONDOTTA INTIMIDATORIA”

Le minacce rivolte al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Latina costano a Costantino “Cha Cha” Di Silvio gli arresti domiciliari

Scampato a novembre scorso alla prima richiesta di arresti domiciliari per aver violato la sorveglianza speciale che gli è stata applicata a giugno 2025, dopo la scarcerazione avvenuta a febbraio dello stesso anno (si è fatto grossomodo dieci anni di carcere in seguito alla condanna per l’operazione “Don’t Touch), Costantino “Cha Cha” Di Silvio, 59enne di Latina pluripregiudicato con la notorietà di un sindaco a Latina, torna ai domiciliari.

Non tanto per le sue ripetute frequentazioni con pregiudicati quali Giovanni Ciaravino, Aurelio Silvestrini, Costantino Di Silvio alias Pesce, e “new entry” Filippo Aruta, piuttosto per le minacce proferite nei riguardi del Comandante dei Carabinieri della Stazioni di Latina che stava redigendo il verbale a suo carico dopo che i militari dell’Arma lo avevano “pizzicato” alla guida della sua Lancia Y celeste. È noto, infatti, che Cha Cha, pur non potendo guidare in ragione della sua sorveglianza speciale, ha proseguito a farlo, tanto che tale azione era tra i motivi della prima richiesta di arresto del novembre scorso.

Lo scorso 12 marzo, dinanzi al giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, “Cha Cha”, assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, ha sostenuto l’interrogatorio preventivo. A svolgere l’interrogatorio c’era la Procuratrice Aggiunta Luigia Spinelli. La difesa chiedeva che non venisse applicata alcuna misura cautelare, tantomeno quella del carcere come richiesto dalla Procura di Via Ezio.

Quando, lo scorso 21 febbraio, il 59enne è stato fermato dai Carabinieri in Via Umberto, alla guida dell’auto, avrebbe affermato frasi inaudite: “Questo è il ringraziamento del bene che ho fatto a Latina, ho mandato via i calabresi e i napoletani e ho pulito Latina“.

Non pago, mentre il Comandante della Stazione di Latina redigeva gli atti per il sequestro dell’auto, Cha Cha avrebbe detto ai tre militari dell’Arma che erano presenti: “Dite al Comandante che si sta molto alla larga da me, ecco perché non diventerà mai Capitano, è un poveraccio. Si è appostato per sequestrarmi la macchina ma non vi preoccupate, volete vede’ che ho minacciato gente dell’anticrimine di Latina, gente della Questura, mo dovete vede’ che cosa di grande combino a lui. Sai che me fai capì: stai a livelli bassi, non passerai mai di grado“.

Il 23 febbraio, due giorni dopo, Cha Cha, come riporta nell’ordinanza il Gip Romano, è stato visto posizionarsi nei pressi della Casera dei Carabinieri dove prestano servizio i militari che, due giorni prima, avevano proceduto al controllo.

Cha Cha, nel corso dell’interrogatorio, ha ammesso di aver insultato il Comandate della Stazione di Latina, tuttavia negando di averlo minacciato. Senza contare di aver confermato di aver dichiarato di aver allontanato “napoletani e calabresi”, senza chiarire chi e in quale occasione, aggiungendo però che anche il Gip Romano “avrebbe dovuto ringraziarlo” per questa azione di “pulizia”.

Per il Gip Romano, che applica a Cha Cha la detenzione domiciliare, esistono gravi indizi di colpevolezza in merito al reato di resistenza a pubblico ufficiale. Cha Cha, infatti, “ha profferito non semplici ingiurie, ma gravi minacce nei confronti” del Comandante della Stazione dei Carabinieri di Latina. La minaccia, infatti, va inquadrata “alla luce della nota caratura criminale di colui il quale l’ha profferita”, tanto che “era certamente e inequivocabilmente diretta” al Comandante dei Carabinieri, “risultando assolutamente idonea a coartare la sua libertà di azione”.

Si tratta, secondo il Gip Romano, di “una vera e proprio condotta initimidatoria diretta e concreta, sì da risultare idonea a turbare il pubblico ufficiale nell’assolvimento dei suoi compiti istituzionali”. Inoltre Cha Cha ha “rivendicato di aver rivolto in passato analoghe minacce anche ai danni di appartenenti alla Polizia, in tal modo esternando indifferenza e disprezzo nei confronti di tutte le Forze dell’Ordine”.

Per quanto riguardo l’affermazione di “aver allontanato napoletani e calabresi”, il Gip sottolinea che “implicitamente”, Cha si riferiva “alla criminalità organizzata del sud Italia, auto-accreditandosi quale soggetto che ha, o quanto meno ha avuto, la capacità di controllare la criminalità sul territorio di Latina. Non si tratta di mera millanteria, giacché l’indagato è stato riconosciuto quale capo di un’associazione per delinquere che per anni ha imperversato nel territorio del capoluogo pontino (come da sentenza Don’i Touch)”.

La sua è una “personalità proclive alla violenza e alla sopraffazione”. Lo testimoniano anche le “numerose violazioni della misura di prevenzione”. Cha Cha, secondo l’ordinanza del Gip, è caratterizzato da “una elevata pericolosità sociale, accentuata dalla sua indole violenta e dall’assoluto disprezzo manifestato nei confronti dei precetti dell’Autorità”.

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