Dopo una vicenda giudiziaria lunga tre anni, Vincenzo D’Antò entra in consiglio regionale. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado e respinto il ricorso presentato dall’ormai ex consigliere regionale Marco Colarossi, concedendo all’esponente del Movimento Cinque Stelle il seggio alla Pisana.
Per questioni di incompatibilità, D’Antò non potrà più avere il ruolo di assessore al Commercio e all’Urbanistica per il comune di Civitavecchia e nei prossimi giorni è previsto un confronto con i pentastellati e con il sindaco Marco Piendibene per decidere insieme il successore.
La vicenda di Colarossi parte da lontno. Alle elezioni regionale 2013, Colarossi si candida con il Movimento 5 Stelle, partito che presto abbandonerà per approdare a Forza Italia, e viene proclamato eletto. Nella legislatura precedente, però, aveva lavorato come dipendente regionale a tempo determinato, collaborando con l’assessora al Turismo della giunta Pd-M5S Valentina Corrado. La legge è limpida: per candidarsi occorreva dimettersi entro il 14 gennaio 2023, data di presentazione delle liste. Colarossi presenta sì la lettera di dimissioni l’11 gennaio, ma queste vengono protocollate soltanto il 20 febbraio, quarantasei giorni oltre la scadenza. Un ritardo che i giudici hanno considerato inconciliabile con l’elezione.
“La Corte d’Appello – spiega il Movimento Cinque Stella Lazio – ha confermato quanto già stabilito nella sentenza di primo grado: Enzo D’Antò ha diritto a sedere in Consiglio regionale. Questa decisione mette la parola fine a una lunga attesa e restituisce parte della corretta composizione del nostro Gruppo. Nei prossimi giorni si concluderanno i tempi tecnici per la surroga, poi Enzo sarà pienamente operativo in Aula e nelle Commissioni.
Con questo passaggio il nostro Gruppo si rafforza e rinnova allo stesso tempo, affermandosi nuovamente come seconda forza politica di opposizione. Siamo pronti a lavorare insieme, uniti e determinati, per portare avanti le nostre proposte e la nostra azione di controllo con una voce ancora più incisiva a difesa del territorio e dei beni comuni, sempre nell’esclusivo interesse dei cittadini”.
