Sanità. Il Lazio all’avanguardia nella Tutela della Salute Femminile: approvato il Piano di Rete Regionale per l’Endometriosi
Oggi è una giornata storica per la Regione Lazio: prende ufficialmente il via il “Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
“Come promotore di questa legge e rappresentante di Forza Italia – spiega Orlando Angelo Tripodi (FI), vicepresidente commissione Sanità in Consiglio regionale del Lazio – provo un profondo orgoglio: con questo provvedimento straordinario, il Lazio si pone indiscutibilmente all’avanguardia in Italia, tracciando un modello di eccellenza e sensibilità che auspico possa presto essere replicato in tutto il Paese. La paziente non sarà più lasciata sola a rimbalzare da uno specialista all’altro: il ginecologo coordinerà un team di esperti che comprende radiologi, chirurghi generali, urologi, psicologi, nutrizionisti e terapisti del dolore, l’endometriosi è una patologia ginecologica cronica, complessa e profondamente invalidante, che colpisce tra il 2% e il 10% delle donne in età riproduttiva a livello globale”.
L’endometriosi è una malattia che si manifesta con dolore pelvico cronico e infertilità, compromettendo gravemente la qualità della vita delle donne, la loro sfera emotiva, sociale e lavorativa. Per troppo tempo queste pazienti hanno vissuto nel silenzio e affrontato percorsi diagnostici lunghi e frammentati.
“Oggi la Regione Lazio – continua Tripodi – risponde con un provvedimento di rilevanza nazionale, una svolta strutturale che mette la donna al centro del sistema sanitario. Per questo ringrazio il presidente Francesco Rocca e la collega Marika Rotondi che ha sostenuto l’iniziativa sin dai primi passi. Il Piano non si limita a una dichiarazione di intenti, ma istituzionalmente rivoluziona l’assistenza attraverso un modello di network Integrato basato sull’assoluta continuità tra medicina territoriale e ospedaliera. Vengono, infatti, istituiti Centri di I Livello, distribuiti capillarmente sul territorio per effettuare la diagnosi precoce tramite ecografia pelvica e risonanza magnetica, garantire la terapia medica ed eseguire la chirurgia ginecologica di base. A questi si affiancano i Centri di II Livello, ovvero Hub di alta specializzazione dedicati ai casi complessi e all’endometriosi profonda, dove l’attività chirurgica mininvasiva e all’avanguardia manterrà standard elevatissimi, richiedendo un volume minimo di almeno 15 interventi complessi all’anno”.
Tra i Centri Ospedalieri Regionali individuati figurano eccellenze come il Policlinico Gemelli, il Campus Biomedico, il Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata e il San Giovanni Addolorata. La vera innovazione clinica, che fa del Lazio un punto di riferimento nazionale, è l’adozione del gruppo multidisciplinare e multiprofessionale. Inoltre, il Piano prevede un raccordo strutturato e formale con le altre reti cliniche regionali, quali la Rete di Terapia del Dolore, la Rete della Procreazione Medicalmente Assistita, fondamentale per preservare la fertilità e combattere la
denatalità e la Rete del Percorso Nascita. Per abbattere le distanze e i tempi d’attesa, il Piano implementa ufficialmente gli strumenti della Telemedicina, introducendo teleconsulti tra specialisti e televisite per il follow-up delle pazienti stabili. Sul fronte economico, il provvedimento ribadisce con forza il diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo col codice 063 per le pazienti con endometriosi moderata o grave (stadio III e IV ASRM), garantendo equità nell’accesso a visite di controllo e accertamenti diagnostici. Tutto il sistema sarà monitorato annualmente in
collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma 1, analizzando i tempi di attesa, i volumi chirurgici e gli accessi al Pronto Soccorso tramite indicatori specifici come SIAS, SIES e SIO XL, per garantire un miglioramento continuo delle cure. “Come Forza Italia – conclude Tripodi – abbiamo fortemente voluto e promosso questa legge perché crediamo che la salute delle donne sia il termometro della civiltà di una intera comunità. Non stiamo solo approvando un documento tecnico: stiamo restituendo dignità, tempo e speranza a migliaia di donne che
combattono quotidianamente contro questa patologia sociale ed economica. Il Lazio dimostra che quando la politica si mette al servizio della scienza e del cittadino, nascono eccellenze di portata nazionale. Da oggi, la sanità italiana ha un nuovo punto di riferimento: Il Lazio”.
