LAVORI AL PRONTO SOCCORSO DEL “DONO SVIZZERO” RINVIATI: “IN CONSIGLIO COMUNALE UNA PASSERELLA”

Si è svolto il consiglio comunale a Formia sull’emergenza sanitaria voluto dal sindaco Gianluca Taddeo. I lavori posticipati per la mancanza di un’autorizzazione

“Un consiglio comunale con una “passerella” al completo, tra vertici della Asl, consiglieri regionali, sindaci e delegati dei comuni del sud pontino – spiega la consigliera comunale d’opposizione Paola Villa (Un’Altra Città e Movimento Cinque Stelle) – Un consiglio comunale per fare chiarezza sui lavori che “ufficialmente” da un comunicato della Asl del 22 marzo scorso, dovevano già iniziare presso il Pronto soccorso del Dono Svizzero di Formia, riguardanti l’ampliamento della struttura, e che momentaneamente vedevano il trasferimento del pronto soccorso in una tensostruttura prospiciente l’ospedale.

Durante il consiglio comunale viene chiaramente detto che i lavori, che dovevano iniziare il 25 marzo scorso, presentavo problemi di natura e pratiche amministrative e quindi l’inizio dei lavori è stato posticipato dopo Pasqua, senza alcuna certezza per la data di inizio.

I lavori dureranno dai 140 ai 180 giorni, quindi coincideranno con il periodo peggiore per l’intero presidio ospedaliero, quello estivo.

Ai vertici della Asl sono state poste precise domande sul perchè di tali ritardi, abbiamo voluto conoscere quali siano state le criticità amministrative e sopratutto abbiamo chiesto certezze e senso di responsabilità sulla qualità e sicurezza che le prestazioni sanitarie erogate anche nella tensostruttura, non siano scadenti e non pregiudicheranno lo stato di salute dei cittadini del sud pontino che avranno bisogno di cure e assistenza sanitaria.

Il “Dono Svizzero” non è solo l’ospedale della città di Formia, è anche e soprattutto il più grande e importante presidio ospedaliero del sud del Lazio, il secondo della nostra provincia.

Abbiamo evidenziato quante e quali siano le carenze: nel reparto di medicina d’urgenza la presenza del medico è limitata alle sole ore diurne, poi viene compensata dal medico di turno al pronto soccorso e addirittura con questi lavori si ridurranno i posti letto di questo reparto; la risonanza magnetica è attiva solo una volta a settimana per una critica e persistente mancanza di radiologi, comportando l’allungamento delle file di attesa; c’è una enorme carenza di medici, infermieri e OSS, soprattutto quest’ ultimi restano chimere in tutti i reparti, senza che la Asl e la Regione si attivino per seri e precisi iter assunzionali; per non parlare del laboratorio analisi ormai ridimensionato, bastonato e bistrattato dalla Asl ormai da anni, oltre che al centro trasfusionale, prima una vera eccellenza, oggi per far piacere a qualche “burocrate” di Latina, completamente ridimensionato e chiuso per almeno due giorni a settimana. Insomma se la regione è “RomaCentrica”, la Asl è “LatinaCentrica” con particolari attenzioni verso quel di Fondi…per ovvie sudditanze politiche.

Abbiamo evidenziato sia ai politici regionali sia ai vertici della Asl, che questo presidio ospedaliero va salvaguardato a qualunque costo, va tutelato senza indietreggiare di un millimetro, mettendo al primo posto la qualità delle cure e contemporaneamente la salvaguardia degli operatori sanitari.

L’impegno assunto in seno al Consiglio comunale a monitorare i lavori e il cronoprogramma che seguiranno, affinché non restino promesse, chiacchiere e parole al vento, senza capo e coda.

Noi saremo in prima linea a monitorare, perché fino ad oggi le promesse sono state solo chiacchiere e parole al vento e “la prudenza è una ricca e ripugnante vecchia zitella, corteggiata dall’incapacità” meglio non dimenticarlo!”.

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