LATINA, SPARI AL GIONCHETTO: “PESCIO” DI SILVIO RIMANE IN SILENZIO

Pescio Di Silvio
Ferdinando "Pescio" Di Silvio

Come era prevedibile è rimasto in silenzio davanti al giudice Ferdinando “Pescio” Di Silvio accusato di aver sparato in Via Moncenisio

Il figlio di “Patatone”, sospettato di aver premuto il grilletto nella serata del 10 febbraio scorso contro una misteriosa auto, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice delle indagini preliminari Giorgia Castriota. Il giovane 18enne, difeso dagli avvocati Mercuri e Melegari, è stato interrogato in carcere e ha ribadito di essere estraneo alla vicenda degli spari partiti dalla sua abitazione in via Moncenisio all’indirizzo di qualcuno che è arrivato a velocità sostenuta nella roccaforte dei Di Silvio in quella parte di città.

Il gip non ha potuto far altro che convalidare l’arresto. Intanto, procedono le indagini condotte dal pm Giuseppe Miliano, in attesa degli esiti derivanti dall’esame “stub”, un tampone adesivo che raccoglie le tracce di esplosivo presenti sulle mani di chi ha usato da poco tempo un’arma da fuoco. La prova sarà effettuata sia su “Pescio” che su altri due Di Silvio indagati.

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