LATINA, NASCE IL GAL PER L’AUTONOMIA ABITATIVA

Catani (Noi Moderati), presidente della Commissione: “Modello innovativo per superare i campi e costruire inclusione”

Si è svolta oggi la seduta della Commissione Servizi Sociali del Comune di Latina, presieduta da Nicola Catani (NM), dedicata al nuovo assetto dell’ex Centro Al Karama, oggi CAA – Centro per l’Autonomia Abitativa.

Al centro dei lavori, la presentazione del GAL – Gruppo di Azione Locale –  strumento amministrativo adottato per la prima volta dal Comune di Latina e destinato a rappresentare un passaggio significativo nel percorso di superamento dei campi e di costruzione di modelli concreti di inclusione.

Alla seduta ha preso parte, per la prima volta nel suo nuovo incarico, il neo assessore ai Servizi Sociali Maurizio Galardo, insieme alle dirigenti del Dipartimento Welfare, Roberta Berrè ed Ester Licata, e al dottor Carlo Stasolla dell’Associazione 21 Luglio, realtà con mandato nazionale per il superamento dei campi rom, chiamata a svolgere un ruolo centrale di facilitazione.

“Il GAL, di cui si registrano poche esperienze in Italia e alcune in Europa, rappresenta uno strumento innovativo capace di mettere a sistema tutti i soggetti coinvolti: Comune, residenti del Centro, associazioni, scuole, cittadini e forze dell’ordine – sottolinea il presidente della Commissione Servizi Sociali, Nicola Catani. L’obiettivo è quello di garantire il corretto funzionamento del Centro nel rispetto delle regole, ma soprattutto dare vita a un luogo stabile di confronto. Un elemento decisivo sarà la gestione affidata a un soggetto esterno e qualificato come l’Associazione 21 Luglio, che assicura un approccio imparziale, privo di pregiudizi e orientato ai risultati. Il GAL sarà convocato periodicamente dal Dipartimento Welfare e consentirà di affrontare in modo condiviso criticità e bisogni, evitando interventi isolati e rafforzando l’efficacia del percorso di autonomia e inclusione delle famiglie”.

Il Centro, oggi configurato come CAA, ospita attualmente 10 nuclei familiari per un totale di circa 50 persone, tra cui 20 minori, di cui 10 in età scolare inseriti nel plesso di Borgo Sabotino. La struttura è caratterizzata da un principio di transitorietà, con un periodo massimo di permanenza pari a 18 mesi, durante il quale le famiglie sono chiamate a rispettare un regolamento preciso e a intraprendere un percorso concreto verso l’autonomia abitativa, sociale e lavorativa.

“Si tratta di un passaggio importante – conclude Catani – che rafforza l’azione amministrativa e introduce un metodo nuovo: lavorare insieme, in modo strutturato, per superare le logiche emergenziali e costruire percorsi reali di integrazione nel tessuto cittadino.”

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