“Precisazioni e chiarimenti”, la proprietà del Lago di Paola risponde ai comitati civici “Tesori del Circeo” e “Argine”
“In relazione alle affermazioni diffuse in questi giorni dai comitati comitati “Tesori del Circeo” e “Argine” sul Lago di Paola, la proprietà, nell’interesse della signora Anna Scalfati, ritiene doveroso intervenire per ristabilire la correttezza dei fatti e del quadro giuridico, ancora una volta rappresentati in modo parziale, confuso, ideologico e scarsamente documentato.
Ciclicamente, infatti, la questione della natura del Lago di Paola viene riaperta in termini sempre più approssimativi, non per offrire al territorio soluzioni serie o proposte amministrative concrete, ma per alimentare una polemica mediatica tanto rumorosa quanto priva di alcuna prospettiva.
Pur senza negare il principio generale della rilevanza pubblica della tutela delle acque e dell’ambiente, il Lago di Paola costituisce una vicenda giuridica del tutto peculiare e storicamente unica, poiché il bene fu alienato dallo Stato italiano a privati in forza della legge 21 agosto 1862 n. 793, con atto del 1881, e proprio da tale titolo trae origine la proprietà privata tuttora riconosciuta. Le stesse sedi istituzionali hanno più volte ribadito che la natura dominicale del lago discende da quell’atto di alienazione e dalla sua perdurante validità. È dunque falso rappresentare la proprietà privata del Lago di Paola come una situazione abusiva, precaria o priva di fondamento. Al contrario, la vicenda è stata oggetto di plurimi esami giurisdizionali e istituzionali, che hanno richiamato espressamente la validità del titolo del 1881 e la conseguente natura privata del bene.
Parimenti fuorviante è il tentativo di contrapporre proprietà privata e interesse pubblico, come se si trattasse di termini incompatibili. La realtà del Lago di Paola dimostra esattamente il contrario. Lo stesso Comune di Sabaudia, nel documento del 23 febbraio 2023, ha indicato come percorso amministrativo da perseguire sia la formalizzazione del Contratto di Lago, sia il raggiungimento di intese con la proprietà per progetti comuni d’interesse pubblico, compresi eventi sportivi, culturali e di promozione dell’area dei laghi e della fascia costiera. Si tratta di un riconoscimento istituzionale chiaro del valore di un partenariato pubblico-privato virtuoso, e non certo della caricatura di un bene “sottratto” alla collettività.
Il Lago di Paola, infatti, non è affatto un bene chiuso o separato dal territorio. Esso costituisce da anni un luogo di straordinario rilievo sportivo, ambientale, turistico e produttivo: vi si allenano atleti di canottaggio di diverse nazionalità, oltre alla Nazionale italiana; il lago è fruito dalla popolazione e dai turisti; ospita attività storiche come la pesca e la coltivazione delle cozze, radicate nel territorio da secoli, ben prima della fondazione di Sabaudia. La sua gestione concreta dimostra che la proprietà privata, in questo caso unico, non ha rappresentato un ostacolo all’interesse generale, ma ne ha consentito una declinazione equilibrata, stabile e concreta.
È perciò ancora più grave che affermazioni false o gravemente inesatte di questo tenore finiscano per colpire non solo la proprietà, ma anche le realtà produttive che sul Lago di Paola operano legittimamente, investono, preservano attività tradizionali e contribuiscono a garantire occupazione sul territorio. Alimentare, con leggerezza o con finalità di mera visibilità, una rappresentazione falsata del quadro giuridico significa esporre tali attività a un danno reputazionale ingiusto, minando la serenità di operatori, famiglie e lavoratori che da anni concorrono, insieme agli altri soggetti istituzionali, alla vita economica e sociale del comprensorio.
Non meno rilevante è il fatto, anch’esso istituzionalmente attestato, che le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica del lago risultano già pienamente presidiate dalla normativa vigente, dai vincoli insistenti sull’area e dall’azione dei soggetti pubblici preposti, a cominciare dall’Ente Parco Nazionale del Circeo. Il Ministero dell’Ambiente ha affermato espressamente che l’interesse pubblico alla salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici del lago è già adeguatamente garantito a prescindere dalla natura dominicale del bene.
Per queste ragioni, si diffidano gli autori delle dichiarazioni e dei comunicati che, omettendo elementi essenziali della vicenda storica, normativa e giurisprudenziale, continuino a divulgare rappresentazioni inesatte, parziali o lesive della verità dei fatti e della reputazione della proprietà. Si diffida, altresì, chiunque dal reiterare affermazioni suggestive ma giuridicamente infondate, idonee a ingenerare nell’opinione pubblica il falso convincimento che la proprietà del Lago di Paola sia priva di titolo, che il bene appartenga a un preteso “dominio pubblico” o che la sua natura privata sia incompatibile con l’interesse collettivo”.
Così, in una nota, l’avvocato Andrea Bazuro per contro della proprietà del Lago di Paola.
