Gerardo Stefanelli, ex presidente della Provincia e sindaco di Minturno, aderisce al Partito Democratico. Ma mancano tutti i vertici
Annunciata urbi et orbi la sua “dipartita” da Italia Viva di Matteo Renzi, l’ex presidente della Provincia, Gerardo Stefanelli, attuale sindaco di Minturno, ha sentito il bisogno di fare una presentazione a favor di pubblico e forse di giornalisti (vedila per intero al video di seguito) per dire che avrebbe aderito al Partito Democratico. Una simil conferenza stampa. Si fa per dire, in quanto non ci sono domande e c’è un monologo condito di autobiografia eroica e autocompiacimento. Praticamente una cavalcata senza ostacoli, come è abituato Stefanelli, l’ex Re Sole della Provincia di Latina, abituato, al massimo, ad avere giornalisti appecoronati e amici suoi a porgergli domande gradite.
Tra le guerre scatenate dal duo Donald-Bibi in Medio Oriente e il genocidio palestinese, sicuramente il passaggio di Stefanlli da Italia Viva al PD è un evento di tale portata da fare concorrenza, al livello di notiziabilità, a primi due.
Ad ogni modo, stamani, 11 aprile, è andato in scena, al Foro Appio di Borgo Faiti, il soliloquio del primo cittadino di Minturno che ha ricordato di come sono appena 25 anni che fa politica. Proprio l’11 aprile di 25 anni fa, infatti, Stefanelli – lo racconta come fosse la biografia di Nelson Mandela – andò dietro il fu senatore di Formia, Michele Forte, su suggerimento del suo compagno di banco: Aldo Forte, ossia il figlio del senatore, amico di giovinezza di Stefanelli.
Che ci sia ancora un legame strettissimo tra Stefanelli e i Forte, lo si è visto anche in Via Costa quando, un po’ con un concorso per parenti e figli di e un po’ per sua mano, sono rispettivamente entrate e promosse in Provincia un’altra fedelissima del fu senatore, ossia l’attuale consigliera comunale di Fratelli d’Italia di Latina, Simona Mulè, e la nipote del compianto politico formiano, Giulia Forte. Peraltro uno dei concorsi è stato attenzionato dalla Procura di Latina nel quadro dello scandalo delle mazzette di Enrico Tiero, in quanto è stata assunta la nipote del consigliere regionale arrestato e sospeso, nonché figlia di Raimondo Tiero (Presidente del Consiglio Comunale di Latina). Alla fine, la magistratura ha dovuto alzare bandiera bianca a causa dell’abolizione dell’abuso d’ufficio targata Nordio-Meloni. Evviva la Provincia, evviva Stefanelli, evviva la family Tiero.
Ma tornando dalle parti del Foro Appio, ciò che è risaltato agli occhi è stata la marcata assenza di tutta la classe dirigente provinciale e regionale del Partito Democratico. Ma come, uno si chiederà: questo, Stefanelli, prende il megafono e spiega alla “Sal da Vinci” che si legherà a vita al Partito Democratico, per mettersi a disposizione (non chiede niente, ha detto oggi nel soliloquio), e nessuno, tra il segretario regionale Daniele Leodori, il segretario provinciale, Omar Sarubbo e il consigliere regionale del PD, Salvatore La Penna, si presenta?
La spiegazione ce la dà un retroscena che è già diventato il segreto di Pulcinella. Dopo aver saputo dell’approdo di Stefanelli al Partito Democratico, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha chiamato la segretaria del PD, Elly Schlein, per reclamare: ma come? Siamo alleati nel campo largo e tu mi soffi l’unico sindaco e cacicco locale in provincia di Latina che può portare voti alla già misera faretra di Rignano sull’Arno?
Chiaramente Schlein è caduta dal pero, non avendo minimamente idea di chi sia Stefanelli. Poi, ricostruendo, ha capito che in provincia di Latina i suoi sottoposti di partito la stanno facendo grossa, creando un cortocircuito. Ecco, allora, che sono stati richiamati e prontamente “sculacciati” i componenti delle correnti di Area Dem, con a capo Daniele Leodori, e i membri dell’altra corrente di Rete Democratica, La Penna in testa. Così è partito l’ukase: voi a quel soliloquio stefanelliano, non ci andate manco per sogno.
E così è stato. La conferenza stampa è stata disertata da Leodori, Sarubbo e La Penna. E sì che, Leodori e La Penna in testa, non avevano minimamente pensato di sbarrare la porta a Stefanelli. In provincia di Latina, peraltro, la stessa corrente di La Penna e Sarubbo ha sempre amoreggiato con Stefanelli, anche quando nell’ente di Via Costa, pur facendo parte della stessa maggioranza (il PD lo sosteneva anche con il Movimento Cinque Stelle), l’ex presidente sembrava più un fazzoniano di ferro (leggasi il senatore di Forza Italia, Claudio Fazzone) che uno che dì lì a breve sarebbe andato a comporre le fila dei dem pontini. E vabbé, si saranno detti La Penna e Leodori, che fai? Ti fai scappare l’Erling Haaland della politica pontina? Peccato, però, che Schlein ha bloccato tutto il calciomercato, anche se a Stefanelli non è importato niente: conferenza stampa monologante confermata e passaggio al PD sancito. Con buona pace di Rignano sull’Arno.
Tuttavia, dal momento che al Partito Democratico piace sempre cadere per terra (mai una volta che lo facessero in piedi), al posto del trio Leodori-La Penna-Sarubbo, si è presentato al Foro Appio, al cospetto di Stefanelli, un giovane virgulto, condannato per istigazione alla rivelazione di segreto d’ufficio nel processo sullo scandalo Asl: Claudio Moscardelli. E sì, proprio lui, l’ex senatore dichiaratamente pro Bibi e noncurante delle mattanze palestinese e libanesi, propugnatore del “Sì” alla riforma della giustizia targata Nordio-Meloni. Viene da dire: che bell’ingresso, Stefanelli! Accolto dall’unico esponente del PD locale, Moscardelli, che si è messo di traverso sulle questioni più importanti (guerra e riforma della giustizia), al quale tutti, nel partito, stanno facendo la bocca e imparano a sopportare di nuovo (già controlla il PD di Latina con il segretario nel capoluogo). Anzi, in molti già lo danno candidato alle prossime Regionali. Tanto qualche cavillo nello statuto, per ovviare alla condanna in primo grado (in molti sperano la Corte d’Appello dia loro una mano) e a una sentenza lapidaria lo si trova.
Alla fine, Stefanelli, dopo aver ufficializzato la sua entrata nel PD, noncurante del fatto che non c’era nessuno per via dell’incazzatura di Renzi, invita tutti a bere. Ma non sarà che da Latina, proprio per Stefanelli, va a farsi friggere il precario campo largo che sfiderà la Meloni il prossimo anno alle Politiche? No, dai, Stefanelli non è Elena di Troia. Però questi, quelli del PD, sono talmente tafazzisti che manderebbero all’aria qualsiasi cosa pur di fare un favore fantozziano ai vari Fazzone e Meloni di turno. E anche per uno Stefanelli qualunque.
